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03.07.2020 - 12:450
Aggiornamento : 15:42

Apprendistato, la pandemia ha rallentato il collocamento

Alla fine di giugno i contratti firmati erano un centinaio in meno rispetto a un anno fa. La campagna è ancora in corso

Non si notano grandi differenze tra quanto hanno scelto i ragazzi alla fine della scuola media l'anno scorso e le scelte di quest'anno. È quanto emerso dai sondaggi condotti negli scorsi mesi e resi pubblici questa mattina durante l'annuale conferenza stampa del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs). Alcune differenze si notano invece per quanto riguarda il futuro professionale degli apprendisti diplomandi alla fine del tirocinio, in scuole professionali a tempo pieno o nella modalità duale scuola-azienda.

Nel corso della conferenza stampa, introdotta dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del Decs, sono intervenuti Rita Beltrami (capo dell’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale – Uosp), Oscar Gonzalez (direttore aggiunto della Divisione della formazione professionale – Dfp) e Angela Cattaneo (ricercatrice e collaboratrice dell’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione - Ufci).  

I due sondaggi, svolti ogni anno nelle ultime settimane prima della chiusura dell’anno scolastico, rilevano i progetti di giovani e famiglie confrontati con due passaggi importanti: alla fine della scuola media e conclusa la formazione professionale di base.  

Sottoscritti 375 contratti di tirocinio

Rita Beltrami, capo dell’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale (UospP), ha presentato il rilevamento 2020 delle scelte dei 3'285 ragazzi e ragazze in procinto di concludere la quarta media. I dati evidenziano una sostanziale stabilità rispetto agli anni scorsi, con circa il 50% che vorrebbe proseguire con una formazione professionale di base in una scuola professionale a tempo pieno (21.4%) o con un apprendistato in azienda (28.7%); il 44% intende iscriversi al liceo o alla Scuola cantonale di commercio, mentre il 6% rimanente stava riflettendo su soluzioni transitorie o altre scelte. Confermata anche la tendenza che vede le ragazze preferire l'iter degli studi medio-superiori (il 52.7% contro il 36.7% dei ragazzi), con la conseguente differenza sull’apprendistato in azienda indicato come prima scelta solo dal 18.5% delle ragazze contro il 38.2% dei ragazzi. Sul totale dei 942 ragazzi e ragazze che hanno espresso il desiderio di intraprendere un apprendistato in azienda, 375 ha già sottoscritto un contratto, mentre gli altri erano ancora in trattativa (125) o alla ricerca (442).  

Siamo a meno cento rispetto a un anno fa

Ogni anno sono poco più di 3'800 i giovani che iniziano una formazione professionale di base, di cui 1'300 in una scuola professionale a tempo pieno e 2'500 con tirocinio nella forma duale (scuola-azienda). Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale, ha precisato che i giovani uscenti dalla scuola media rappresentano circa il 40% di chi inizia una formazione professionale di base; il 60% proviene infatti da altri percorsi o dopo un riorientamento (misure di sostegno alla transizione, altre formazioni, riqualificazioni, ecc.). Ricordando che per il 2020 l’obiettivo è raggiungere 2'500 nuovi contratti di apprendistato in azienda, sono poi stati presentati i dati attuali della campagna di collocamento.  A fine giugno sono stati stipulati 602 nuovi contratti (di cui 375 con giovani provenienti dalla scuola media), inferiori di 115 unità (-16%) rispetto ai 717 nuovi contratti stipulati nello stesso periodo del 2019. In alcuni settori e professioni la domanda di apprendistato supera l’offerta (un esempio significativo è la professione di cuoco), mentre in altri settori le aziende non trovano candidati (vedi la metalcostruzione). La Città dei mestieri della Svizzera italiana (Cdmsi) nella sua veste di luogo d’incontro tra giovani e aziende assume un ruolo cruciale per chi è alla ricerca di un posto di apprendistato. Le allieve e gli allievi che hanno terminato la scuola media, per contro, sono invitati a restare in contatto con gli uffici regionali dell’orientamento scolastico e professionale che, in collaborazione con la Divisione della formazione professionale, offrono un fondamentale sostegno nel percorso di ricerca. In agosto sarà attivato il Gruppo interdipartimentale che aiuterà, grazie a una task force di specialisti,  tutti i giovani residenti ancora alla ricerca di un posto.  

L'effetto pandemia c'è, ma l'ottimismo prevale

Il Covid-19 non sembra aver influito negativamente sulle prospettive di lavoro e sui progetti di formazione terziaria dei giovani apprendisti e apprendiste. I dati principali emersi dall’indagine condotta da Angela Cattaneo, ricercatrice e collaboratrice dell’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione (Ufci), evidenziano infatti come il 37% degli apprendisti diplomandi abbia già sottoscritto un contratto di lavoro (25% nel 2019); oltre il 70% nella stessa azienda formatrice. Un terzo intende proseguire gli studi iscrivendosi in una Scuola superiore specializzata (Sss) o in una Scuola universitaria professionale (Sup) o anche con un corso “passerella” che permette di accedere alle università svizzere. Diversamente dal 2019, come conseguenza dell’attuale situazione di incertezza legata alla diffusione del Covid-19, è diminuita sensibilmente l’intenzione di seguire corsi di lingue o stage in altri Cantoni o Paesi esteri.

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