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06.05.2020 - 13:43
Aggiornamento : 21:28

'Più residenti nel sistema socio-sanitario svizzero'

Il consigliere nazionale Piero Marchesi chiede, con un postulato, che il Consiglio federale elabori 'una strategia a medio termine per rendere il settore indipendente dalla manodopera estera"

Il Consiglio federale elabori "una strategia a medio termine" per rendere il settore socio-sanitario svizzero indipendente dalla manodopera estera.  La richiesta, tramite postulato, arriva dal consigliere nazionale Udc Piero Marchesi, secondo il quale il progetto "dovrà essere capace di generare maggiore interesse dei giovani nelle professioni del settore, attraverso la promozione e l'orientamento professionale delle varie formazioni già durante la scuola dell'obbligo, creando inoltre condizioni di lavoro e di carriera interessanti". I residenti, scrive ancora il parlamentare democentrista, "devono poter beneficiare della preferenza nelle assunzioni del personale rispetto a chi proviene dall'estero, proprio perché settore strategico del Paese". Il Consiglio federale, assieme ai Cantoni, indichi inoltre "le tempistiche di attuazione, i costi, gli investimenti previsti e chiari indicatori per monitorare il progetto".

Per il deputato ticinese al Nazionale, la pandemia Covid-19 "ha messo ancor più in evidenza" il fatto "che la nostra economia é fortemente dipendente dalla manodopera estera: a preoccupare particolarmente sono i settori definiti strategici" e quello sociosanitario "rientra a pieno titolo in questa categoria". Peraltro, aggiunge Marchesi, il Consiglio federale "non ha mai negato che quando valutava la chiusura delle frontiere, per cercare di limitare la propagazione del Covid-19, di essere preoccupato per la possibile reazione dei Paesi a noi vicini, che a una chiusura delle frontiere avrebbero potuto precettare i lavoratori frontalieri nel settore sociosanitario, lasciando in difficoltà molti Cantoni che impiegano molto personale estero: il Ticino impiega circa il 20%, Ginevra supera abbondantemente il 50%". È dunque "pericoloso, e nemmeno normale, che un Paese sia così fortemente dipendente dalla manodopera estera, soprattutto in settori strategici". Correttivi sono dunque prioritari, sottolinea il parlamentare, ricordando che "nel futuro il settore sociosanitario avrà un ruolo sempre più importante, l'invecchiamento della popolazione é una sfida importante, ma anche un'opportunità d'impiego per molti lavoratori residenti".

 

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