Berna ha risposto a un'interpellanza del leghista Lorenzo Quadri (Ti-Press)
Ticino
29.08.2019 - 16:390

L'accordo quadro non farà male agli animali ticinesi

Per il Consiglio federale l'entrata in vigore dell'accordo con l'Ue non comporterà adeguamenti verso il basso degli standard di protezione degli animali da reddito

L'eventuale entrata in vigore dell'accordo istituzionale tra la Svizzera e l'Ue non comporterà alcun adeguamento verso il basso degli alti standard di protezione di cui godono gli animali da reddito in Svizzera. È quanto indica il Consiglio federale nella sua risposta ad un'interpellanza di Lorenzo Quadri (Lega/TI).

Per il consigliere nazionale ticinese, la ripresa del diritto comunitario potrebbe comportare un abbassamento degli standard di protezione degli animali elvetici, specie di quelli da reddito.

In Svizzera, precisa l'esponente leghista, un'azienda agricola può disporre di al massimo 18mila galline ovaiole, le norme UE autorizzano invece una capienza fino a 100mila galline, ciò che comporta interventi quali l'accorciamento del becco, vietati in Svizzera. Analoga situazione si ritrova nei trasporti degli animali, che in Svizzera non possono durare più 8 ore mentre l'UE ne permette fino a 28.

Stando al governo, la protezione degli animali, ad eccezione delle norme relative ai trasporti internazionali e alla macellazione di animali, non fa parte dell'accordo bilaterale sull'agricoltura del 1999, e di conseguenza non è toccata dall'Accordo istituzionale.

Circa i trasporti internazionali di animali, l'accordo bilaterale sull'agricoltura iscrive nel diritto internazionale il divieto di transito su strada di animali da macello vigente in Svizzera. Nell'Accordo istituzionale, le disposizioni dell'accordo bilaterale sull'agricoltura sono espressamente escluse dallo sviluppo dinamico del diritto.

In merito alla macellazione di animali, secondo il diritto vigente le disposizioni del diritto elvetico sono già considerate equivalenti a quelle dell'UE. Nell'ambito della conclusione di un accordo istituzionale, tali disposizioni sarebbero assoggettate al recepimento dinamico del diritto. Tuttavia, il loro assoggettamento non rappresenterebbe un problema per il nostro Paese, poiché in questo settore esiste già una cooperazione tra la Svizzera e l'UE.
 
 

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