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02.07.2019 - 08:140
Aggiornamento : 11:52

Congiunzione Plr-Ppd: 'non un matrimonio', ma 'un'opportunità'

Le reazioni 'a caldo' dopo l'avallo della Direttiva liberale al possibile accordo tra i due partiti per le elezioni federali di ottobre

Dopo l'ok di una “robusta maggioranza”, l'Ufficio presidenziale del Partito liberale radicale ticinese dovrà mettersi al lavoro per elaborare la proposta di congiunzione – in vista delle prossime elezioni federali – con il Partito popolare democratico. Questo – vedi suggeriti – a seguito di quanto deciso ieri sera, lunedì, dalla Direttiva liberale. Toccherà ora ai vertici darsi da fare per trovare un accordo da sottoporre al Comitato cantonale del 1° agosto il quale dovrà avallare o meno quella che sarebbe una storica alleanza.

«Non stiamo parlando né di fusione né di matrimonio fra i due partiti. I nostri valori non sono messi in discussione – ha sottolineato il presidente liberale radicale Bixio Caprara ieri sera al termine dell'incontro –. Stiamo parlando di possibili temi da condividere sul piano federale, e di eventuali altri argomenti, ma senza che il nostro partito annacqui la propria linea politica».

Soddisfatto dell’esito della riunione è il candidato al Consiglio degli Stati Giovanni Merlini, deputato al Nazionale uscente. «È stata una bella discussione che ha sviscerato tutti gli aspetti della questione, vantaggi e svantaggi – dichiara Merlini alla ‘Regione’ –. Soprattutto ha tematizzato la necessità di pensare comunque a come consolidare il centro in un paesaggio politico dove i due poli si stanno organizzando». Sulla congiunzione deciderà il Comitato cantonale: «Si tratterà ora di individuare quei temi su cui vogliamo che ci sia una collaborazione ancora più stretta». Per Merlini «la vera novità di stasera (ieri per chi legge, ndr) è che il discorso non è stato chiuso». Un discorso «da collocare in un più ampio percorso che a medio-lungo termine dovrà coinvolgere anche la politica cantonale». Pro congiunzione Rocco Cattaneo, pure lui deputato uscente e nuovamente in corsa per la Camera del popolo: «Non significa sposarci col Ppd, ma può essere l’inizio di un discorso strategico con i popolari democratici per evitare che il centro venga eroso da destra e da sinistra. Guardiamo avanti, alle future generazioni».

Dadò: primo passo positivo

Commenta il presidente dei popolari democratici Fiorenzo Dadò: «Mi fa piacere che anche all’interno della Direttiva del Plr, come già in una precedente riunione della Direttiva Ppd, si sia colta, nonostante le diversità e le divisioni del passato, un’opportunità in una possibile collaborazione fra i due partiti. Saluto pertanto positivamente questo primo passo: vedremo adesso su quali temi possiamo trovare un’intesa. Questo non significa annullare i due partiti, significa individuare quei dossier importanti per lo sviluppo del cantone. Siamo due partiti di centro con visioni anche comuni: si tratta non di preservare delle poltrone, che sono la diretta conseguenza delle strategie, ma di preservare un certo modo di far politica. Prioritario per noi è che politica si vuol fare». Per Maurizio Agustoni, capogruppo in Gran Consiglio, «è auspicabile che a Berna l’elettorato moderato, che rappresenta almeno la metà dell’elettorato ticinese, continui a essere adeguatamente rappresentato».

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