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Ticino
16.05.2019 - 11:050

Mercurio in caduta libera: nel week-end fuori le sciarpe

Pioggia e temperature in calo nel fine settimana. Con il vento come variabile che imperversa. Gaia: 'Folate da nord fuori norma statistica'

Il prossimo weekend sarà ancora all’insegna del brutto tempo con pioggia e temperature in calo a tutte le latitudini. Insomma, la nuvoletta dell’impiegato di fantozziana memoria continuerà a caratterizzare questo inizio di primavera particolarmente fresco. E ventoso. Parecchio ventoso.

Almeno, così è percepito da chi non fa il meteorologo di professione. «Quella che stiamo vivendo in questi giorni è la normale variabilità stagionale che caratterizza la regione prealpina – precisa, interpellato dalla ‘Regione’ Marco Gaia, responsabile del centro regionale sud di MeteoSvizzera –. Tendiamo a non avere memoria di quello che succede dal punto di vista meteorologico. Il vento da nord o favonio è un tipico fenomeno della nostra regione. Si è verificato milioni di anni fa, si verifica oggi e si verificherà in futuro e normalmente a fine estate e a inizio primavera».

Insomma, se le ultime dieci giornate sono state percepite più fresche e ventose rispetto a quanto ci si può attendere non è da mettere in relazione ai cambiamenti climatici che si stanno comunque manifestando indipendentemente dal tempo di un mese o di una settimana. «La particolarità di queste giornate ventose – riprende Gaia – sta nel fatto che a gennaio abbiamo avuto molte giornate con vento da nord fuori norma statistica e quindi il fatto che si stanno ripetendo a maggio, colpisce l’immaginario popolare».

Un’altra particolarità «è che questa ventosità è arrivata su due fine settimana, uno dietro l’altro e con temperature più basse del solito date dal fatto che l’aria favonica è molto secca. Quando il vento cessa, la secchezza perdura ancora per circa 48 ore e nelle notti senza nuvole la temperatura tende a scendere», aggiunge il responsabile di MeteoSvizzera, precisando che «non bisogna mettere questi eventi in relazione con i cambiamenti climatici che sono legati a trend pluriennali (20-30 anni e oltre)». Non bisogna quindi guardare tutti i giorni fuori dalla finestra per smentire o confermare i cambiamenti climatici.

«Questo – ricorda Gaia – è il tempo meteorologico. Il clima è invece il tempo che ci aspetta in una regione e in una determinata stagione. E i dati statistici raccolti da decenni ci stanno dicendo che qualcosa sta cambiando su questo fronte».

Torniamo al vento di questi giorni. Persistente, per alcuni (molti) fastidioso. Ma innocuo per i boschi. «Non abbiamo notato danni particolari», assicura dal Dipartimento del territorio il capo della Sezione forestale Roland David. Patrimonio boschivo salvo, dunque. L’impatto delle raffiche sulla vegetazione dipende anche dallo stadio di sviluppo della «massa fogliare», che dipende a sua volta dalla stagione.

«Qualche pianta – dice David – è caduta, ma si trattava di alberi presenti fuori dal contesto boschivo». Alberi che possono bloccare strade comunali e cantonali. In questi casi si rende necessario l’intervento dei pompieri. «Quest’anno è successo per esempio a Melide», rammenta il vicepresidente della Federazione cantonale ticinese dei corpi pompieri Marzio Riva. Non solo piante: «Tra gli interventi eseguiti in tempi recenti, c’è stato quello a Cadempino dove le raffiche avevano divelto dei pannelli solari piazzati su un capannone». Negli ultimi anni, rileva il primo tenente Riva, «siamo sollecitati soprattutto nel periodo estivo per danni alle infrastrutture cagionati dal vento, da raffiche cui fanno seguito temporali».

Il vento e la salute. «C’è in generale un legame fra meteorologia e psiche – sottolinea Michele Mattia, psichiatra e presidente dell’Associazione della Svizzera italiana per i disturbi d’ansia, depressivi e ossessivo-compulsivi –. Nel Nord Europa quando si riducono di molto le giornate di sole abbiamo un’incidenza maggiore di depressione e alcolismo. Ma anche il passaggio dall’autunno all’inverno può provocare in alcuni soggetti un aumento della depressione e dell’ansia. Il vento non ha forma, lo percepiamo quando ci investe o quando si muovono le foglie: ciò che non possiamo vedere ci rende insicuri. Nei soggetti predisposti, vulnerabili, può causare inquietudine, disturbi del sonno, un aumento degli stati d’ansia, dello stress e della difficoltà di gestire la quotidianità».

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