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Ticino
02.03.2019 - 06:000

Il Ps e il seggio a rischio tra svegliarino e appelli

Dopo il primo sondaggio, i presidenti sezionali: rischiamo il seggio, sarà una battaglia all’ultimo voto. Ghisletta: l’alternativa non sono i Verdi, ma Plr, Lega e Ppd

«Preoccupato? Sono determinato e come me credo che lo siano molte compagne e molti compagni, che faranno tutto il possibile per confermare il seggio in governo», dice Gilbert Jorio, già alla testa della sezione di Bellinzona. D’altronde, per citare le parole pronunciate dal presidente cantonale Igor Righini al congresso dello scorso novembre ad Arbedo, la paura «si vince se ci muoveremo con determinazione» per salvare la traballante poltrona socialista in Consiglio di Stato. Già. Che non fosse una passeggiata, in casa Ps lo si sapeva da un pezzo. Ma un conto sono le sensazioni, un altro i numeri. Come le percentuali, divulgate giovedì sera, fornite dal sondaggio commissionato da ‘Corriere del Ticino’, Teleticino e ilfederalista.ch alla società Ad Hoc Informatica di Pietro Pisani (vedi l’edizione di ieri) in vista delle elezioni cantonali del 7 aprile. E stando alla prima proiezione la riconferma del seggio socialista è tutt’altro che certa.

«Sono stato in un esecutivo e so che cosa significa esserci – riprende Jorio –. Significa, anche se sei in minoranza, poter condizionare determinate scelte, determinate decisioni. Poco o tanto dipende dal tema. Ebbene, penso che al di là delle idee personali sia nell’interesse dell’intera popolazione ticinese avere un socialista in governo, e dunque sensibilità diverse nell’esecutivo cantonale, affinché si prendano decisioni a beneficio di tutta la collettività. Lavoro, salario minimo e altri temi dovrebbero, come spero, far capire ai cittadini l’importanza della posta in gioco». Il Ps e le mancate alleanze. «Si tenta, si discute ma quando non si riesce a trovare un accordo – aggiunge Jorio, che per motivi professionali ha di recente dimissionato dalla presidenza della sezione di Bellinzona – bisogna cambiare strategia. Il quesito sulle alleanze andrebbe tuttavia posto a chi non ha alcuna intenzione, cosa peraltro legittima, di collaborare con il Ps». Afferma il presidente della sezione di Lugano Raoul Ghisletta: «Occorre essere umili e allora il messaggio per me è uno solo: aiutateci! Aiutateci a mantenere il seggio in Consiglio di Stato. Mi rivolgo ai cittadini, in particolare agli elettori di centrosinitra. Perché il rischio è tornare indietro di quasi cento anni quando non c’era ancora nessun socialista in governo. Perché l’alternativa non è un Verde, ma sono i liberali, i leghisti e i popolari democratici. La presenza socialista in Consiglio di Stato è necessaria in un momento difficile come questo dove si liberalizza e basta. È necessaria per far avanzare la socialità, per rafforzare le misure d’accompagnamento alla libera circolazione, per rafforzare la formazione e contenere al massimo l’impatto dei premi di cassa malati sulle famiglie».

Una presenza in Consiglio di Stato che è «fondamentale, oltreché ovviamente storica» per il presidente sezionale di Locarno Alberto Inderbitzin. Eppure il timore che la sera del 7 aprile porti brutte notizie c’è anche nel suo distretto: «È una percezione che ha un fondamento di verità, si sente fortissimo il pericolo di perdere il seggio. Sono ottimista, ma dobbiamo usare ogni ora di campagna elettorale che ci resta per far passare i nostri messaggi. Poi decideranno gli elettori». E la scelta è stata quella di battere il territorio, a Locarno. «Cerchiamo di coinvolgere il più possibile i cittadini, raccogliendo firme alle bancarelle, organizzando serate a tema e di presentazione, dibattiti». Il timore di perdere il seggio aleggia anche a Chiasso, dove il municipale e responsabile dei socialisti Davide Dosi comunque annota: «Il nostro sistema, con referendum e iniziative permette di essere influenti anche fuori dal governo». Però c’è un però, ed è una «questione di sensibilità. Su molti, moltissimi temi la presenza socialista in governo si sente eccome, speriamo continui». Il presidente cantonale Righini vede ad ogni modo il bicchiere mezzo pieno: «Il seggio potrebbe anche svanire, ma intanto la proiezione del sondaggio ci dice che abbiamo i numeri per confermarlo. Bisogna impegnarsi a fondo per cercare ogni voto. Perché alla fine sarà una battaglia che si giocherà per poche schede».

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