laRegione
Nuovo abbonamento
mafie-conoscerle-per-agire
ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
4 ore

Il capolinea degli InterCity? Chiasso

Il Cantone si schiera con il Mendrisiotto nella battaglia per i treni a lunga percorrenza e lo dice in una lettera alle Ffs
Mendrisiotto
5 ore

Svelato mistero rettile con supercollo del San Giorgio

Le ricerche condotte all'Università di Zurigo hanno permesso di appurare che si tratta di un animale acquatico
Luganese
6 ore

Arte urbana Lugano, balene in Viale Franscini

Gli artisti ticinesi, Christian Ravecchi e Pablo Togni consegnano il murale "Close Up"
Ticino
7 ore

L'accordo sui frontalieri 'può essere disdetto unilateralmente'

Lo ha affermato Norman Gobbi citando un'analisi effettuata dall'Università di Lucerna, commissionata dallo stesso Consiglio di Stato a gennaio
Luganese
7 ore

Aiuto domiciliare, Maggio approva i conti 2019

Buon avanzo di esercizio e aumentate del 12,5% le ore di prestazione erogate dall'associazione
Luganese
7 ore

Lago senza plastiche, liceale ottiene la migliore maturità

Filippo Merlani agli onori della Società di salvataggio sezione di Lugano
Ticino
8 ore

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, nuovo direttore

Gabriele Fattorini sostituirà Renato Bernasconi, che termina a fine ottobre la sua attività in seno all’Amministrazione cantonale
Ticino
9 ore

Mascherine, niente obbligo al chiuso. Garzoni: 'Indossatela'

Il presidente dell'Esecutivo Gobbi: 'Decisione proporzionata'. Ma il direttore sanitario della Clinica Moncucco: 'Spero che il governo riveda la decisione'
Mendrisiotto
9 ore

Il nuovo Ufficio tecnico di Chiasso sarà 'Carapace'

Ad aggiudicarsi il concorso di progettazione è stato l'architetto Roberto Briccola di Giubiasco
Luganese
9 ore

La maratona a sud del Luganese 'Soc' supera i primi 7 giorni

Vicini a Rimini Gabriele e suo padre. Ecco la cronaca della nuova tappa, in prossimità del mare Adriatico
Grigioni
9 ore

Teleferica Arvigo-Braggio ferma dal 17 al 21 agosto

Il provvedimento è dovuto ai lavori di revisione riguardanti la fune portante. Braggio sarà comunque raggiungibile con un pulmino.
Locarnese
10 ore

Porto di Ascona, una quindicina i natanti danneggiati

Il fulmine che lunedì ha colpito un'imbarcazione avrebbe potuto portare conseguenze ben peggiori. Un solo natante è stato distrutto dalle fiamme
Bellinzonese
11 ore

Cadenazzo investe nelle rete Bike sharing

Licenziato il messaggio municipale che prevede la realizzazione di due nuove postazioni. Per il futuro si ipotizza un ulteriore ampliamento.
Ticino
11 ore

Mascherine raccomandate nei negozi, nessun obbligo

Il Consiglio di Stato ha prorogato le misure attualmente in vigore fino al 24 agosto. Gobbi: decisione proporzionata alla situazione
Locarnese
11 ore

Losone, corso di baby sitting con la Croce Rossa

Pensato per ragazze dai 13 ai 17 anni si terrà a fine mese nella sala della Parrocchia di San Giorgio
Mendrisiotto
12 ore

L'Hc Chiasso in assemblea

Ci si troverà il 28 agosto allo stadio del ghiaccio. Verranno, tra le altre cose, esposti gli obiettivi per la prossima stagione sportiva
Bellinzonese
13 ore

Inaugurazione in forma ridotta per la galleria del Ceneri

I festeggiamenti, alla presenza della presidente Simonetta Sommaruga, si terranno il 4 settembre. In dicembre è prevista la parziale entrata in servizio
Ticino
04.12.2018 - 06:000

‘Mafie, conoscerle per agire’

Così il comandante della Polizia cantonale dopo la risposta del Consiglio federale all'interpellanza di Romano. Ricorda Cocchi: con Fedpol un piano d'azione in Ticino

La presa di posizione del Consiglio federale sull’interpellanza del deputato ticinese al Nazionale Marco Romano è dei giorni scorsi. Il governo ricorda che “la lotta alle organizzazioni criminali di stampo mafioso, quindi anche alla mafia italiana, costituisce una priorità” per l’Ufficio federale di polizia (Fedpol) e per il Ministero pubblico della Confederazione. Scrive a lungo, sottolineandone l’importanza, della cooperazione investigativa sul piano nazionale e su quello internazionale. Ma glissa sul tema di fondo posto da Romano. E cioè sulla decisione di qualche anno fa della Fedpol di centralizzare a Berna «il coordinamento delle proprie ‘antenne’ cantonali e dunque delle inchieste su mafia e terrorismo», osservava, interpellato dalla ‘Regione’, il parlamentare in occasione del deposito della propria interpellanza. E si chiedeva se l’operazione «si sia rivelata col tempo una mossa azzeccata oppure se non abbia fatto perdere alla Polizia federale, come temo, il contatto con le dinamiche locali». Con la realtà locale.

Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale: dal suo punto di vista un’operazione azzeccata?
Non compete al comandante della Polizia cantonale esprimersi sulle strategie della Fedpol. Posso comunque affermare che il ‘gioco di squadra’ tra Polcantonale e autorità federali – in particolare l’Ufficio federale di polizia, appunto – funziona, secondo me, molto bene. Nell’ambito della sicurezza nazionale abbiamo infatti raggiunto, come polizia ticinese, maggiore centralità nella lotta al crimine organizzato, anche in considerazione della posizione geografica di confine del nostro cantone. Per esempio nell’azione di contrasto al terrorismo, la rete a livello nazionale e cantonale ha più volte dimostrato di essere estremamente efficace.

Ma la cooperazione tra Fedpol e Cantonale necessita di qualche correttivo o va bene così?
Non è mia abitudine dormire sugli allori, sia per quanto riguarda le attività della Polizia cantonale sia per quel che concerne i rapporti di collaborazione con altre forze di polizia. Lo impone del resto la lotta alla criminalità. Una criminalità che evolve, che muta a una velocità tale che a volte le istituzioni faticano a seguire. I costanti contatti a più livelli hanno portato però a dei miglioramenti che in futuro potranno essere ulteriormente rafforzati.

E che la collaborazione tra Fedpol
e Polizia cantonale “verrà ulteriormente rafforzata” lo preannuncia anche il Consiglio federale, rispondendo a Romano...
Da parte della Fedpol e da parte della Polizia cantonale, l’attenzione al fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel nostro Paese non è mai mancata. Prova ne sia che, come spiegato anche recentemente dalla direttrice dell’Ufficio federale di polizia Nicoletta della Valle, stiamo lavorando insieme a un piano d’azione antimafia in Ticino.

Concretamente?
Dapprima analizzeremo il fenomeno per raccogliere le informazioni che ci necessitano sulle infiltrazioni mafiose nel nostro cantone e in seguito agiremo in modo coordinato a livello investigativo, senza dimenticare l’impiego di strumenti quali espulsioni e/o divieti di entrata in Svizzera. Ciò a dimostrazione di quanto detto prima: la collaborazione tra Polcantonale e Fedpol è positiva e orientata alla progettualità.

Il passaggio di inquirenti della Cantonale alla Polizia giudiziaria federale avviene ancora oppure l’emorragia è stata tamponata?
È un passaggio legato alle aspirazioni professionali che ogni agente possiede e su cui, ci mancherebbe altro, non esprimo giudizi. Se da un lato è vero che inquirenti della Cantonale sono passati nelle file della Fedpol, dall’altro noto che alcuni sono poi ritornati nel nostro corpo di polizia, che continua a mantenere un forte appeal per chi è alla ricerca di uno sbocco professionale nel settore sicurezza, in particolare come inquirente.

Comandante, le leggi vigenti in Svizzera sono sufficienti a contrastare in maniera efficace la crimi­nalità organizzata e segnatamente le associazioni mafiose italiane attive anche sul nostro territorio?
Sono cosciente del fatto che da più parti è stata sottolineata la mancanza oggi di strumenti legislativi adeguati per lottare efficacemente contro i fenomeni derivanti dalle infiltrazioni mafiose. In quanto comandante della Polizia cantonale sono abituato a lavorare nella maniera più efficace possibile con gli strumenti che ho a disposizione e ritengo che i risultati positivi degli ultimi anni, se pensiamo soprattutto alla diminuzione dei reati in generale in Ticino, lo testimonino. Sta invece al legislatore approfondire e se del caso potenziare l’arsenale giuridico, introducendo norme o modificando quelle esistenti, per contrastare meglio determinate forme di criminalità organizzata, come le associazioni da lei indicate.

La prossima settimana il Gran Consiglio si pronuncerà sul progetto di revisione della legge cantonale sulla polizia. Revisione proposta dal Consiglio di Stato e sostenuta dalla maggioranza della commissione parlamentare della Legislazione, ma oggetto anche di critiche. Questa riforma potrebbe rendere più incisive in Ticino le indagini sul crimine organizzato anche di stampo mafioso?
Certamente la possibilità di poter disporre, come Polizia cantonale e analogamente a quanto avviene già da anni in altri Cantoni, di strumenti d’inchiesta preventivi quali l’osservazione, l’indagine in incognito, l’inchiesta mascherata e la sorveglianza discreta faciliterebbe di sicuro l’attività degli inquirenti in molti ambiti investigativi. E non solo quelli legati alle infiltrazioni mafiose. Queste nuove norme, elaborate nel rispetto del quadro legale e conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, permetterebbero agli agenti di agire con maggiore efficacia prima dell’apertura di un procedimento penale, per esempio nel quadro della lotta al traffico di stupefacenti e a reati come la pedofilia in particolare su internet.

© Regiopress, All rights reserved