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09.11.2018 - 06:100

In Ticino si gratta di più ma si incassa di meno

Il Cantone chiede di rivedere la chiave di riparto degli utili sui biglietti delle lotterie. A sud delle Alpi si spendono 269 franchi a testa l’anno, al nord 196

Per alcuni è un rito. Cascasse il mondo, il mercoledì e il sabato si va al bar a giocare al lotto. Per altri solo uno sfizio, ingolositi da ‘jackpot’ esorbitanti. C’è chi col due franchi del carrello della spesa si concede un ‘gratta e vinci’ veloce, chi ci investe molto di più perché con certi biglietti – si dice in giro – si vince più facilmente... Qualsiasi sia l’identikit del giocatore, un dato è certo: in Ticino si tenta molto di più la fortuna rispetto al Nord del San Gottardo. Tradotto: in media si spendono 269 franchi per abitante all’anno, contro la media svizzera (cantoni tedeschi e Lichtenstein, ossia il resto del comprensorio coperto da ‘Swisslos’) che si situa attorno ai 196 franchi. Quasi un terzo in meno. Come mai questa drastica differenza? «Da una parte c’è una componente culturale: tutte le popolazioni latine sono più propense al gioco d’azzardo – risponde Giorgio Stanga, capo dell’Ufficio fondi Swisslos e Sport-toto del Decs –. Dall’altra ad alzare il numero delle giocate in Ticino contribuiscono anche gli oltre 60mila frontalieri. Le ricevitorie delle fasce di confine lavorano di più». Forse anche le condizioni socioeconomiche a Sud delle Alpi fanno propendere le persone a sfidare più frequentemente la sorte. O no? «Direi che questo aspetto rientra nel primo capitolo, quello appunto culturale».

Come probabilmente noto, l’utile delle lotterie in Svizzera non finisce nelle casse di agenzie private, bensì viene ridistribuito fra i Cantoni che reinvestono i soldi a favore di attività di pubblica utilità, tramite per l’appunto il fondo Swisslos e il fondo Sport-toto, che sostengono in Ticino attività culturali d’importanza regionale e cantonale, attività sociali d’interesse collettivo liberamente accessibili, attività a carattere civile d’importanza regionale e cantonale, e attività sportive nell’ambito federativo. Nel comprensorio ‘Swisslos’ (Ticino, Grigioni, cantoni germanofoni e Lichtenstein) l’anno scorso in totale sono stati distribuiti 340 milioni di franchi. Al Ticino, secondo la chiave di riparto, ne sono spettati poco più di 21. «Dal 2006 a oggi gli introiti annui sono piuttosto stabili – rileva Stanga –. Complice la nuova legge federale sui giochi in denaro, che entrerà in vigore l’anno prossimo [v. sotto, ndr], a mio avviso le cifre riprenderanno a salire. La nuova normativa infatti vieta il gioco online su piattaforme estere: senza questa concorrenza è probabile che le giocate Swisslos torneranno a crescere». E con esse anche i benefici per l’ente pubblico. «Tengo a sottolineare che la nuova legge prevede anche misure di prevenzione contro la dipendenza dal gioco», precisa Stanga.

In questo quadro normativo in mutamento si inserisce la richiesta del Consiglio di Stato ticinese inoltrata recentemente alla Conferenza dei direttori cantonali competenti in materia di lotterie. Il governo chiede in particolare che la chiave di riparto degli utili venga rivista: se oggi (grazie al ‘pressing’ ticinese degli anni Novanta) per le lotterie più grandi (Lotto, Euromillions,...) la questione è già ritenuta equa, secondo il Cantone così non è per le lotterie che si giocano coi biglietti. Cioè i ‘gratta e vinci’, i biglietti singoli su estrazione eccetera. Il criterio di distribuzione dell’utile in questi casi è basato unicamente sul numero di abitanti: criterio che l’Esecutivo, visto quanto detto fin qui riguardo alle giocate, ritiene “penalizzante”. «Qualora venisse accolta la nostra proposta di adattare anche questa chiave di riparto non soltanto al numero degli abitanti ma anche a quello delle giocate, è ipotizzabile che i proventi per il Ticino aumentino del 5% circa all’anno – valuta ancora Stanga –. Non mi faccio illusioni: l’occasione per correggere il sistema è quella giusta, ma non credo che oltre San Gottardo siano disposti a incassare di meno».

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