Ticino
11.09.2018 - 09:050
Aggiornamento 10:01

Casinò di Campione e indennità, Quadri non ci sta

Interpellanza al Consiglio federale sulla decisione della Seco di concedere la disoccupazione agli ex dipendenti. Mentre Marco Romano chiede lumi sui debiti

Rendita di disoccupazione ingiustificata ai dipendenti del Casinò di Campione decisa dalla SECO, Lorenzo Quadri non ci sta. In un'interpellanza al Consiglio federale il consigliere nazionale leghista chiede lumi su questa decisione. “La SECO ha deciso di concedere il diritto alle rendite dell’assicurazione contro la disoccupazione svizzera  (AD) anche ai dipendenti del casinò di Campione d’Italia (che formalmente non sono licenziati) purché siano residenti in Svizzera. In circa i 2/3 dei casi di tratta di permessi B. I dipendenti del Casinò di Campione non hanno mai versato contributi all’assicurazione contro la disoccupazione svizzera” – osserva nel preambolo Lorenzo Quadri. “La stessa argomenta che, in caso di mancato intervento, queste persone rischierebbero di finire a carico dell’assistenza. Dimenticando però che i requisiti d’accesso alle prestazioni assistenziali sono restrittivi (reddito e sostanza; ulteriori difficoltà per i dimoranti) e che queste prestazioni, limitandosi a coprire il minimo vitale, sarebbero comunque nettamente inferiori alle rendite di disoccupazione; specie in considerazione degli elevati livelli salariali del Casinò di Campione”. A rendere la decisione della SECO ancora più infondata, secondo il firmatario, “sono le decurtazioni delle rendite AD decise negli anni scorsi con la revisione LADI, a danno dei lavoratori che hanno sempre pagato i contributi, e motivate con necessità di risparmio. Le necessità di risparmio non valgono per i dipendenti del Casinò di Campione?”. Da qui una serie di domande precise a Berna. In particolare a sapere se, "alla luce di quanto sopra, è intenzione del CF intervenire affinché la decisione della SECO di versare le rendite di disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione residenti in Svizzera  - ingiustificata e lesiva degli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro che hanno sempre versato i contributi all’AD - venga rivista? Se no, perché?”; inoltre “qual'è il costo stimato dell’ “operazione Casinò di Campione” per le casse dell’AD e se delle  verifiche verranno svolte (in collaborazione con le autorità locali) per assicurarsi, a tutela delle casse dell’AD, che i permessi B di cui sopra non siano stati ottenuti tramite residenze fittizie”. Infine se “Il COnsiglio federale è al corrente che il Comune di Campione d’Italia ha cumulato debiti per un ammontare di svariati milioni nei confronti di enti pubblici e privati ticinesi? Come intende attivarsi il CF affinché questi debiti vengano saldati?”.

I debiti con il Ticino:“ Quali scenari per mitigare i danni?”

Sulla problematica si innesta anche la domanda posta, sempre al Consiglio federale, dal consigliere nazionale Ppd Marco Romano. “L'enclave italiana Campione d'Italia – osserva Romano – vive una crisi istituzionale ed economica. Il Consiglio federale è in contatto con le Autorità italiane? Come valuta la situazione? Quali azioni sono in corso? Campione sta cumulando debiti milionari verso il Canton Ticino, i Comuni svizzeri limitrofi e aziende private per servizi di base: la Confederazione ne è a conoscenza e ha possibilità di intervento? Quali scenari si possono ipotizzare per mitigare i danni?”

 

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