Ticino
04.09.2018 - 06:400
Aggiornamento 09:15

Argo 1, proscioglimento in vista per l’ex agente svizzero-turco

La pp Lanzillo prospetta l’abbandono delle imputazioni per il 33enne. L’avvocato difensore Carlo Borradori: 'Era quello che ci aspettavamo'.

Poco più di un anno fa la sentenza di condanna, pronunciata dal Tribunale penale federale, per aver predicato l’islam radicale e agevolato la partenza verso il Medio Oriente di un paio di aspiranti jihadisti. Ora si profila un’altra decisione giudiziaria – ma di segno opposto rispetto al verdetto del Tpf – per il 33enne dalla duplice nazionalità, svizzera e turca, residente nel Luganese, finito in manette nel blitz anti-terrorismo disposto in Ticino dalla Procura federale il 22 febbraio 2017, lo stesso giorno in cui gli inquirenti cantonali arrestarono il responsabile operativo della Argo 1, ditta di sicurezza della quale il 33enne era dipendente e alla quale, come noto, il Dipartimento sanità e socialità aveva affidato la sorveglianza dei centri per asilanti. Nei giorni scorsi la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, titolare delle indagini sull’operatività della Argo 1, ha notificato all’avvocato Carlo Borradori, difensore dell’ex agente privato (graduato) dalla doppia nazionalità, l’imminente chiusura dell’istruzione, prospettando l’abbandono del procedimento penale per il 33enne. Ovvero l’abbandono delle imputazioni ipotizzate inizialmente nell’inchiesta in cui era coinvolto con Marco Sansonetti, il responsabile operativo della Argo 1: usura, sequestro di persona...

Ovviamente soddisfatto l’avvocato Borradori per il preannunciato proscioglimento del proprio assistito. «Era in fondo quello che ci aspettavamo – dice il legale, interpellato dalla ‘Regione’ –. Il mio cliente era manifestamente estraneo ai problemi della Argo 1». Per il 33enne, dunque, avviso di chiusura delle indagini e prospettato abbandono del procedimento. Resta invece aperto quello a carico dell’imputato principale dell’inchiesta coordinata dalla pp Lanzillo, cioè Sansonetti.

L’avvocato Borradori ha patrocinato il 33enne anche nel processo al Tpf (pena già scontata). Qualche mese fa il tribunale ha trasmesso all’Italia, dando seguito a una rogatoria, gli atti del procedimento federale per terrorismo. Borradori: «Ci aspettiamo che l’autorità italiana chiuda il caso in applicazione del principio ‘ne bis in idem’». Principio per il quale una persona non può essere condannata due volte per i medesimi fatti.

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