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06.02.2018 - 14:17

Commissione d'inchiesta su Argo 1, il nodo del perito

Agustoni (Ppd): inopportuno per il controllore affidarsi allo stesso consulente del controllato. Farinelli (Plr): l'ex pp Bertoli ha dimostrato grande indipendenza

di Andrea Manna

La Commissione parlamentare d’inchiesta farà capo a uno o a più periti? E se sarà uno solo, sarà lo stesso perito – l’avvocato ed ex procuratore pubblico Marco Bertoli – incaricato dal governo di indagare dal punto di vista amministrativo su importanti aspetti riguardanti il mandato illegale (niente concorso e niente risoluzione governativa) attributo nel 2014 dal Dipartimento sanità e socialità all’agenzia Argo 1 per la sorveglianza di centri d’accoglienza per asilanti? Va fatta una premessa, contenuta peraltro nel decreto con cui il Gran Consiglio lo scorso novembre ha dato vita alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier Argo 1: la Cpi “può avvalersi di periti esterni”. Dunque, rileva il coordinatore della commissione, il leghista Michele Foletti, «è non un obbligo, bensì una facoltà», quella di affidarsi a un consulente. Una facoltà «accordataci dal parlamento, con un limite di spesa di 100mila franchi». La Cpi «potrebbe così chiedere il supporto di uno come di più periti, ma anche di nessuno». Non solo. «Se considereremo necessaria la collaborazione di un esperto, bisognerà anche riflettere sul suo profilo: deve essere un ex magistrato (un ex inquirente? un ex giudice?) o un tecnico, sul quale, se non ricordo male, era per esempio caduta la scelta della Commissione parlamentare che aveva indagato sulla Sezione cantonale della logistica?». Il capitolo perito potrebbe essere affrontato stamattina nella riunione settimanale della Cpi sull’affaire Argo 1. Condizionale doveroso. «Domani (stamane, ndr) discuteremo di come procedere, dopo aver ricevuto nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato il rapporto di Marco Bertoli». Foletti non aggiunge altro.

‘Non è il giurista del governo’

«La decisione di avvalersi o meno di un perito – sottolinea Maurizio Agustoni – spetta unicamente alla commissione, quindi scelga in piena autonomia». Una commissione, la Cpi, osserva comunque il capogruppo del Ppd in Gran Consiglio, che «è chiamata, esercitando l’alta vigilanza sul governo, a valutare l’operato dell’Esecutivo nel caso Argo 1. Troverei allora poco opportuna l’eventuale scelta del controllore, nella fattispecie la Cpi, di affidarsi al medesimo perito del controllato, nella fattispecie il Consiglio di Stato». L’avvocato Bertoli ha però già consegnato la propria perizia al governo, pertanto il mandato assegnatogli dall’Esecutivo è terminato... «Ciò non toglie – obietta Agustoni – che ha stilato un rapporto per conto del governo, organo il cui operato nella vicenda Argo 1, ripeto, dovrà essere valutato dalla Cpi». Di tutt’altro parere Alex Farinelli. Marco Bertoli, evidenzia il capogruppo del Plr, «non era, e non è, un funzionario del Cantone, tantomeno era ed è il consulente giuridico del Consiglio di Stato. E nell’assolvere il compito attribuitogli dal governo ha dato prova di grande indipendenza». Ora, prosegue Farinelli, «se si ritiene che Bertoli abbia fatto un buon lavoro – e finora non ho sentito critiche; anzi, in molti hanno riconosciuto che ha lavorato in maniera celere e approfondita, giungendo nel rapporto trasmesso al governo a delle conclusioni senza giri di parole –, non c’è nessun valido motivo per cui la Cpi debba rinunciare al suo supporto». L’ex magistrato inquirente «conosce già, e bene, il dossier: chi meglio di lui è in grado di analizzare, su richiesta della commissione parlamentare, determinati capitoli di questa storia? Oltretutto il tempo stringe. Giugno (il mese entro il quale la Cpi deve chiudere i lavori, ndr) si avvicina».

‘Alcuni elementi politici ci sono’

Secondo Francesco Maggi, capogruppo dei Verdi, la Commissione parlamentare d’inchiesta «dispone già di sufficienti elementi per prendere posizione sulla gestione del mandato ad Argo 1. Non vedo di conseguenza motivi per spendere altri soldi pubblici, altro denaro per incaricare uno o più periti allo scopo di cercare delle responsabilità politiche, già individuate dalla perizia di Bertoli: in Gran Consiglio il direttore del Dss Beltraminelli o ci ha raccontato cose che gli hanno riferito i suoi funzionari senza verificarne la fondatezza oppure già sapeva che le ragioni dell’incarico ad Argo 1, come l’urgenza, non stavano in piedi». La Cpi, annota il capogruppo della Lega Daniele Caverzasio, «ha un mandato votato dal parlamento e nel rispetto di tale mandato e dei costi può fare ciò che ritiene più opportuno per arrivare a fare piena luce sulla vicenda». Gabriele Pinoja non ha dubbi. «Sarebbe scandaloso se la Cpi non optasse per l’ex pp Bertoli quale perito della commissione – sostiene perentorio il capogruppo de La Destra –. Bertoli ha dimostrato di essere capace, sicuramente all’altezza dell’incarico affidatogli dal governo: è stato in grado, nel giro di qualche mese, di far emergere tutta una serie di criticità del mandato ad Argo 1. E questo forse dà fastidio al Ppd». Perito sì, no? Marco Bertoli sì, no? Ivo Durisch, alla testa dei deputati socialisti, per il momento non si sbilancia: «Ho piena fiducia nelle scelte della commissione».

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