Francesca Agosta
Ticino
02.01.2018 - 18:320

Attenti al lupo, gran parte degli allevamenti ticinesi indifesi 

Fino ad ora la presenza del lupo ha fatto migrare verso Uri uno solo alpeggio in val Morobbia, situato nella zona dove il branco è stazionario. Così risponde il Governo all'interrogazione di Giorgio Galusero e cofirmatari. Altre novità: uno studio che mette in evidenza lacune nella protezione degli allevamenti ticinesi e la richiesta a Berna di rivalutare le soglie per autorizzare un abbattimento. 

Solo il 30% delle greggi può proteggersi meglio dal lupo 

I parlamentari chiedono poi quali saranno le conseguenze per le zone di montagna se, come è molto probabile, la presenza di questi predatori dovesse aumentare. Al riguardo il Governo, cita uno studio:  'Considerato che l’allevamento di capre e pecore in Ticino avviene in zona di montagna in modo estensivo le conseguenze potrebbero essere significative. Un recente studio approfondito svolto da Agridea su mandato del Cantone e dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha potuto constatare le reali difficoltà riscontrate dalle aziende agricole ticinesi nell’attuare le misure di protezione delle greggi. Dallo studio emerge che, su un campione di 20 aziende di base (su un totale di 431) e 20 di estivazione (su un totale di 140) rappresentativi dell’allevamento ovi-caprino ticinese, solo il 30% delle greggi delle aziende visitate possono essere gestite in maniera tale per cui il rischio di predazione risulta diminuito o gli adattamenti necessari sono di lieve entità. Nel resto delle greggi appartenenti alle aziende visitate (12 greggi di ovini su 17 e 10 greggi caprini su 14) risulta molto difficile mettere in atto misure di protezione ragionevolmente esigibili come indicato nell’Ordinanza sulla caccia del 29 febbraio 1988'. 

Le misure per il Governo: cani da protezione, recinti elettrificati

'Il Governo promuove l’attuazione di misure di protezione secondo la Direttiva dell'UFAM concernente la protezione del bestiame e delle api, tra cui la gestione degli animali in recinti elettrificati, l’impiego di cani da protezione e la gestione degli ovini in alpeggio custodito per migliorarne la sorveglianza e la protezione, misure per le quali sono previsti aiuti finanziari. In seguito alle conclusioni del citato studio di Agridea, il Governo ha chiesto all’UFAM di individuare e suggerire soluzioni per porre rimedio alle difficoltà riscontrate nel nostro Cantone e di contribuire allo svolgimento di un’analisi dettagliata dell’effettiva possibilità di proteggere le singole aziende e gli alpeggi, valutandone pure la sostenibilità economica'

Abbattimento, quale soglia? L'Ufam ci sta pensando

'Allo stesso tempo, tenuto conto delle grosse difficoltà per l’attuazione di misure di protezione evidenziate dallo studio, è stata chiesta una rivalutazione delle soglie per autorizzare un abbattimento. Si è ora in attesa di una risposta da parte dell’UFAM'. 

 

 

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