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Benedetto Galli
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22.12.2017 - 08:300
Aggiornamento : 09:20

Indagine nelle scuole medie ticinesi: un ragazzo su due fatica a dormire

Quasi un ragazzo di scuola media su due ha difficoltà ad addormentarsi almeno una volta la settimana. Un dato in crescita e preoccupante, considerato quanto dormire giovi alla salute, rilevato dall’indagine sulla salute degli adolescenti ‘Health Behaviour in School-aged Children’ (Hbsc) condotta nelle scuole ticinesi, che ha coinvolto gli allievi tra gli 11 e i 15 anni di età. Uno studio diventato oggi una pubblicazione dell’Ufficio del medico cantonale, distribuita negli istituti scolastici del cantone dal titolo ‘Stare bene fa bene’. Non è stato preso in considerazione soltanto il sonno: si passano in rassegna pure i temi dell’alimentazione, del movimento e dei comportamenti a rischio. E alle percentuali rilevate dal sondaggio sono affiancati dei suggerimenti, in modo tale da sensibilizzare i giovani sull’importanza del prendersi cura del proprio corpo.

Dicevamo del dormire: se nel 2010 era il 37% ad accusare difficoltà a prendere sonno almeno una volta alla settimana, nel 2014 il dato è salito al 46%. Aumento a cui hanno contribuito soprattutto le ragazze. “La qualità del sonno è correlata con la durata di utilizzo dello smartphone prima di addormentarsi – spiega la pubblicazione del Dss –. La frequenza della luce emessa dagli schermi può alterare i ritmi del nostro orologio biologico. Usare lo smartphone prima di addormentarsi fa dormire meno e prendere sonno con maggiore difficoltà”. Da lì il suggerimento a “disconnettersi” e non utilizzare il letto “per chattare, guardare la tv o per mangiare”, perché così “diventa un’altra cosa: il cervello non lo assocerà più al luogo dove riposare”.

Incoraggianti invece gli altri risultati a cui giunge lo studio di Hbsc: “In Ticino nel 2014 l’alimentazione tra i giovani segue una tendenza al miglioramento – si legge –: il consumo (almeno una volta al giorno) di alimenti raccomandati come frutta e/o verdura aumenta (dal 50% nel 2010 al 53% nel 2014). Parallelamente diminuisce il consumo di alimenti come bevande zuccherate, patatine, hamburger ecc. Rispetto al 2010 poi “la proporzione di giovani che ha svolto attività fisica almeno 4-5 giorni nell’ultima settimana per almeno 60 minuti è aumentata di 6,7 punti percentuali: nel 2010 era il 44,5%, nel 2014 il 51,2”. Infine, per quanto concerne i comportamenti a rischio, è diminuito sia il consumo di tabacco che quello di alcol. Sono comunque circa il 5% a dichiarare di fumare almeno una volta alla settimana e a consumare almeno settimanalmente alcolici. Un ragazzo su cinque dice di aver provato almeno una volta nella vita della canapa. “Le sigarette, l’alcol e le canne non riducono lo stress e non rendono più felici. Anzi – conclude la pubblicazione –, dato che provocano dipendenza peggioreranno sempre più la situazione portando via l’energia che ci serve per stare bene”.

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