Davide Agosta
Ticino
12.12.2017 - 19:120
Aggiornamento : 22.12.2017 - 10:50

Stazioni di servizio, associazione gestori contenta per l'esclusione del Ticino dal Ccl nazionale

"La mancata volontà di negoziazione nel 2015 da parte dell’“Associazione gestori di negozi delle stazioni di servizio in Svizzera” (Agss) riguardo alla proposta di CCL-nazionale, segnatamente in merito al salario minimo per il Canton Ticino in essa contenuto, ha costretto l'Associazione ticinese stazioni di servizio (Atss) ad opporsi fermamente alla stessa". Atss che in una nota, rileva che "aveva criticato alcuni contenuti del Ccl nazionale, i quali non tenevano sufficientemente conto - a mente della maggioranza degli operatori del ramo in Ticino - delle peculiarità regionali del nostro Cantone". Il sindacato Unia ha invece criticato ferocemente la decisione puntando il dito contro l'associazione di categoria e contro il Consiglio di Stato per l'eseguità del salario minimo.

Davanti a una tale evidenza, pertanto, la Seco - tramite il Consiglio Federale - ha confermato il mancato rispetto della realtà macroeconomica del Canton Ticino da parte dei richiedenti l’obbligatorietà generale al Ccl, esonerando di conseguenza il nostro territorio dalla regolamentazione dei salari minimi. Invece, troverà applicazione il resto del contratto collettivo, il quale ha sempre in gran parte goduto dell’approvazione di Atss, migliorando così, ad ogni modo, le condizioni quadro del ramo delle stazioni di servizio con annesso shop in Ticino. Da qui la soddisfazione espressa dal Comitato direttivo per il risultato ottenuto, "anche se, tuttavia, è dispiaciuto che tale risultato sia intervenuto per le vie dell’opposizione in seno alla SECO e al Consiglio Federale e non grazie al dialogo tra le parti. Il Ccl nazionale entrerà in vigore a partire dal 1° febbraio dell'anno prossimo

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