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Merlini e i candidati al Nazionale (Foto Ti-Press/Samuel Glay)
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Ticino al Voto
28.09.2019 - 23:190
Aggiornamento : 05.10.2019 - 12:14

Merlini: 'Basta farsi mettere paura dalla destra'

Alla convention Plr anche Lombardi e Dadò. Merlini: 'È ora di ricordarci che, pur piccola, la Svizzera è forte'. Farinelli: 'Se eletto, lascio il Gran Consigio'

«Basta avere paura!» Lo ha scandito più volte Giovanni Merlini sul palco posto al centro della sala. Il consigliere nazionale Plr uscente e candidato agli Stati  si è preso gli applausi del pubblico seduto nei tavolini disposti tutt'intorno a simulare una piazza con al centro un ring. «C’è qualcosa di profondamente malato in un paese in cui non si può più discutere di tutto liberamente. Vi sembra normale che non si possa più ragionare politicamente sui nostri rapporti con l’Europa perché qualcuno ti guarda storto?»

Tra luci, musica e fuochi d'artificio, è stata una convention elettorale voluta per stupire quella del Partito liberale radicale, andata in scena questa sera alla sala Eventica di Castione davanti a circa duecento persone. Ma è stata anche la convention dei simboli, come la fiaccola consegnata da Merlini al collega di Consiglio nazionale Rocco Cattaneo (Merlini si ricandida solo per gli Stati) oppure l'attaccapanni dello spogliatoio di Palazzo che Fabio Abate (senatore che non si ripresenta) ha portato a Merlini «non potendoti consegnare lo scranno». A mò di augurio per l'elezione alla Camera alta, ha poi aggiunto: «Lo devi riportare a Berna, altrimenti mi tocca pagarlo».

Ma è stata anche la convention che ha suggellato l'alleanza con il Ppd, dopo che i popolari democratici avevano già ospitato quest'estate il presidente Plr Bixio Caprara e Merlini durante il proprio appuntamento elettorale, subito dopo la decisione del liberali di accettare la congiunzioni di lista. La cortesia è stata ricambiata oggi, con l'invito (e la presenza in sala) del senatore uscente Ppd Filippo Lombardi e del presidente Fiorenzo Dadò.

'Dobbiamo ricordarci che siamo forti'

Nella convention dell'alleanza, le principali bordate sono andate a destra. A Lega e Udc, accusate di voler sfruttare la paura per prendere scorciatoie politiche, evitare il dibattito e snaturare il sistema della ricerca del compromesso «che ha fatto il successo della Svizzera», ha rilevato Merlini. «Non abbiamo bisogno di avere paura. Dobbiamo tornare ad essere consapevoli della nostra forza economica. E dobbiamo farlo capire una buona volta a chi crede che sia indispensabile isolarci, salire sul ridotto nazionale e proteggerci dai nemici. Saremo piccoli, ma siamo forti». Nel discorso del candidato Plr non è comunque mancato un accenno alla sinistra: «Va bene ridistribuire la ricchezza, ma prima bisogna crearla. Basta mettere i bastoni tra le ruote» all'economia.

Poi il candidato agli Stati ha guardato alla sedia dove il senatore Ppd Filippo Lombardi si era accomodato a inizio convention: «A Berna servono alleati per far passare questa nostra idea di politica. Saluto quindi positivamente la congiunzione con il Ppd. Filippo è un amico (un amico d'infanzia, rivelerà da lì a poco Lombardi, ndr.), un personaggio che conosce talmente bene la macchina bernese, essendo là da oltre 20 anni, da capire quali sono i chiavistelli  per aprire le porte».  

Chiamato sul palco liberale-radicale, Lombardi ha ringraziato e proseguito sulla linea di Merlini:  «Le soluzioni si trovano solo costruendo ponti e cercando denominatori comuni. La Lega in Ticino si lamenta che, pur avendo due consiglieri di Stato su cinque, non riesce a imporre la sua linea. Pure l’Udc, a Berna, si lamenta di non essere ascoltati in parlamento nonostante sia il primo partito del paese. Ma tutto ciò è normale in Svizzera: solo chi sa costruire soluzioni di consenso può far passare le proprie priorità. Chi si impunta e picchia i pugni, resta nell’angolo». 

Aprendo la serata, il presidente Plr Bixio Caprara aveva sottolineato che ad ottobre sarà importante «inviare a Berna dei politici autorevoli e credibili, che sappiano portare il messaggio del nostro Cantone e trovare soluzioni. Non sarà il sovranismo della destra o la sinistra a farlo, ma il lavoro serio e l’approfondimento».

La serata è servita anche a presentare l'intera lista Plr per il Nazionale. L'uscente Rocco Cattaneo ha chiesto di rinnovargli la fiducia: «Nella prossima legislatura vi saranno sul tavolo del parlamento temi importanti e tutti, in qualche modo, avranno riflessi su posti di lavoro e sul nostro cantone». Il capogruppo in parlamento e sindaco di Comano Alex Farinelli ha invece detto, senza mezzi termini, che se dovesse essere eletto a Berna lascerà il parlamento cantonale.

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