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17.12.2021 - 18:43
Aggiornamento: 21.12.2021 - 18:24

Un guasto e la fretta causarono il maxi ingorgo

Tutto iniziò con la panne di un apparecchio, che portò conseguenze a catena sulla viabilità

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Ti-Press

Molti ricorderanno il maxi ingorgo che si sviluppò un giovedì, il 7 di ottobre sull’autostrada in entrambe le direzioni per poi riverberarsi sulle strade cantonali e perfino nelle città del Sottoceneri. Un autentico disastro che fece infuriare il consigliere di Stato Claudio Zali, rimasto a sua volta intrappolato nelle colonne per lunghe ore. I dettagli di ciò che successe (ai tempi liquidato un po’ semplicemente con un ‘chi lavora sbaglia’) sono arrivati ora grazie alla risposta del Consiglio di Stato a una interrogazione del deputato mendrisiense Massimiliano Robbiani.

“I disguidi da lei indicati – premette il governo – sono stati generati all’interno di un cantiere autostradale gestito dall’Ufficio federale delle strade. Ricordiamo che le strade nazionali svizzere sono di proprietà della Confederazione, che ne è dunque responsabile per la costruzione, conservazione e manutenzione”.

Al Consiglio di Stato risulta quanto segue: “La notte fra il 6 e il 7 ottobre, durante lo svolgimento dei lavori di pavimentazione in prossimità dell’imbocco nord della galleria Melide-Grancia, una macchina finitrice della ditta incaricata della posa dell’asfalto ha avuto un guasto meccanico e ha dovuto essere sostituita causando quindi un ritardo nell’esecuzione dei lavori. Ritardo che si è cercato di colmare immediatamente, comprimendo gli usuali tempi di esecuzione di simili lavori. Al mattino, alla riapertura della carreggiata della N2 tra Melide e Gentilino, si è però manifestato un problema esecutivo (in buona sostanza delle deformazioni del manto stradale appena posato), tale da pregiudicare la sicurezza degli utenti. Ustra ha perciò preso immediatamente dei provvedimenti, chiudendo una corsia in direzione nord per alcune ore e imponendo alla ditta esecutrice un’immediata riparazione.
La chiusura della corsia ha purtroppo generato il caos viario, esteso alla strada cantonale e protrattosi fino a pomeriggio inoltrato. Secondo quanto indicato da Ustra ai mass media, i costi di queste azioni saranno a carico della ditta che ha eseguito i lavori di pavimentazione”.

Già, ma si potranno evitare in futuro quei disagi che secondo Robbiani capitano un po’ troppo spesso? La risposta è interlocutoria. “Il Consiglio di Stato è vigile e preoccupato, al pari dell’interrogante, riguardo ai disagi alla viabilità. I contatti con Ustra sono frequenti e vi è una fattiva collaborazione volta a contenere i disagi che purtroppo si creano quando si hanno dei cantieri. Gli elevati volumi di traffico, in particolar modo nel Sottoceneri, rendono spesso vani gli sforzi di contenimento, soprattutto in caso di eventi imprevedibili”.

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