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La Città sollecita il Dss (Ti-Press)
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Mendrisiotto
05.08.2020 - 13:270
Aggiornamento : 16:33

Mendrisio difende l'ostetricia 'a spada tratta'

Il Municipio lo mette nero su bianco e scrive (ancora) al Dss per chiedere di non chiudere il Dipartimento donna-bambino dell'Obv

Il Municipio di Mendrisio è pronto a difendere l'identità dell'Ospedale regionale della Beata Vergine a 'spada tratta'. A rischio il destino del Dipartimento donna-bambino, voluto dallo stesso Ente ospedaliero cantonale (Eoc) e un unicum in Ticino, l'esecutivo della Città appare determinato a 'salvaguardare i reparti essenziali per Mendrisio e per l'intero Distretto'. Tant'è che, dopo essersi rivolto a fine maggio tanto all'Eoc che al Dipartimento sanità e socialità (Dss) - una risposta ufficiale non è ancora arrivata -, negli scorsi giorni è tornato alla carica vergando una nuova lettera indirizzata, questa volta, ai soli vertici del Dss.  L'obiettivo? Ancora una volta, fa sapere l'autorità comunale sollecitata dalla consigliera del gruppo lega-Udc-Ind. Simona Rossini, perorare 'la causa del mantenimento dei reparti minacciati. Ovvero l'ostetrica, la neonatologia e il pronto soccorso pediatrico, servizi che dal primo agosto sono di nuovo operativi all'Obv dopo la crisi da Covid-19 che aveva richiesto un 'trasloco' a Lugano.

L'incontro con i vertici Eoc 'non ha rasserenato gli animi'

È vero, sin qui non vi è stata una comunicazione formale (né dal Dipartimento, né dall'Ente) sull'intenzione di chiudere quei reparti e centralizzarli altrove. La preoccupazione su un futuro incerto, però, resiste, pure a Palazzo civico. Anche l'incontro dell'8 luglio scorso con i massimi responsabili di Eoc e ospedale (presente pure il direttore del Dss, Raffaele De Rosa) promosso dal primo cittadino del cantone (nonché municipale di Mendrisio) Daniele Caverzasio, non ha del resto sgombrato nubi e timori, come testimoniato dai gran consiglieri momò. A farlo capire è lo stesso Municipio: la riunione 'non ha per nulla rasserenato gli animi', rimarca. D'altro canto, ribadisce poi con forza l'esecutivo guidato da Samuele Cavadini, 'I rischi legati a una dismissione dei reparti toccano prima di tutto il concetto di medicina di prossimità a cui la popolazione ticinese è molto sensibile'. Di conseguenza, 'non è sensato privare il Mendrisiotto di reparti centrali per il benessere della famiglia e nell’ottica di promuovere un’immediata relazione genitoriale'. Il messaggio è chiaro.

Adesso tocca i politici cantonali

Ora tutto ruota attorno alla futura pianificazione ospedaliera. Quindi, ricorda l'autorità locale, 'spetterà in primis ai politici attivi a livello cantonale fare sentire coralmente la voce del Mendrisiotto, sapendo di poter contare anche sull’impegno di Mendrisio quale sede dell’Obv e nel suo ruolo di Comune polo'. Il Distretto, da parte sua, deve poter contare 'su tutti i servizi erogati da un nosocomio multiuso. Tanto più su servizi e reparti rivolti alle fasce della popolazione più sensibili'. Ecco che il Dipartimento donna- bambino rappresenta agli occhi della Città ' un tassello importante anche nell’ottica di una medicina sensibile al genere'. Non è un caso, si richiama in conclusione, se nel 2013 l'Unicef ha definito l'Obv un 'Ospedale amico dei bambini'.

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