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Il virus ha compromesso... i giochi (Ti-Press)
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Mendrisio
08.05.2020 - 08:240
Aggiornamento : 10:14

Nel 2019 l'Admiral ha sbancato. Poi è arrivato il virus

Il direttore Antonini: 'La casa da gioco ha chiuso l'annata in modo molto soddisfacente'. Lo stop forzato ha fatto danni, ora si confida nella ripresa

Tra le attività economiche e i commerci che, le une dopo gli altri, si accingono a riaprire i battenti e ad alzare, di nuovo, la serranda per il momento non ci sono le case da gioco. L'Admiral di Mendrisio, di sicuro, resterà chiuso fino al 7 giugno prossimo (aveva interrotto l'attività il 12 marzo scorso). La comunicazione 'affissa' sul portale web del casinò non lascia spazio alle ipotesi. A fare da spartiacque, con tutta probabilità, saranno le decisioni e le comunicazioni attese a livello federale per la giornata successiva, l'8 giugno. Il virus, nemico invisibile, non ha risparmiato comunque neppure tavoli verdi e 'slot machines'. Il contraccolpo dello stop forzato è già evidente agli occhi dei responsabili di questo settore ludico. E pensare che l'anno scorso e nei primi scorci di questo 2020, imprevisto quanto imprevedibile, il banco aveva vinto, eccome.

Dal 2018 un balzo in avanti del 30 per cento

In realtà lo si era già capito leggendo fra le righe dei consuntivi della Città, che annunciavano un contributo più pingue dalla casa da gioco. Le casse comunali, infatti, hanno potuto contare su un introito di 3 milioni. Somma destinata, come riferito a consuntivo, per un milione al finanziamento della gestione corrente e per quasi 2 milioni a favore di investimenti dedicati al Museo d'arte e, in particolare, al Centro culturale 'LaFilanda'. Voci a cui si aggiungono altresì i contributi della Fondazione Promo Mendrisio e della Nckm Mendrisiotto Sa per un totale di 386mila franchi.

Tornando alla contabilità del casinò, il raffronto con il 2018 prima e il 2017 poi, restituisce una curva in crescita a favore dell'Admiral, che a suo tempo non aveva nascosto di aver beneficiato della serrata del concorrente dell'enclave. Iniziamo dai numeri del 2019: come è andata l'ultima annata? "L'esercizio 2019 è stato complessivamente molto soddisfacente - conferma a 'laRegione' il direttore amministrativo Luca Antonini -. Dalla chiusura del Casinò di Campione, nell'estate del 2018, i numeri della nostra casa da gioco si sono sviluppati molto bene. Gli ingressi sono stati circa 590mila e il Prodotto lordo dei giochi (Plg), alla fine dell'anno, ha raggiunto quota 70,39 milioni di franchi, crescendo così del 30 per cento rispetto all'anno precedente".

In effetti si tratta di una crescita significativa volgendo lo sguardo alle cifre del passato recente. Basti dire che nel 2018, dati della Commissione federale delle case da gioco alla mano, il Prodotto lordo dei giochi - che in generale è 'alimentato' in particolare dagli apparecchi automatici - a Mendrisio, struttura che fa leva su una concessione di tipo B, aveva sfiorato i 54 milioni, generando ricadute (le tasse sulle case da gioco) per oltre 24 milioni, ovvero più di 14 per la Confederazione e quasi una decina a vantaggio dei Cantoni. Di altro tenore erano stati gli introiti del 2017, quando il Plg si era attestato sui 46,8 milioni.

L'effetto virus: 'Andamento compromesso'

Gli esordi di questo 2020 sembravano promettere bene? "Il buon andamento del 2019 è proseguito anche nei primi due mesi dell'anno - ci conferma Antonini -. Il trend positivo ha tuttavia subìto un repentino rallentamento a seguito dell’emergenza sanitaria legata al diffondersi del coronavirus, sino a subire il totale arresto con l’ordine dell’autorità di cessare momentaneamente l’attività della casa da gioco". Lì come altrove l'introduzione di disinfettanti all'ingresso e altre attenzioni non erano, infatti, bastate visto la battaglia che si prospettava contro la pandemia.

Che segno lascerà nel vostro settore questa crisi sanitaria? "L’emergenza Covid-19 e la cessazione temporanea dell’attività comprometteranno in maniera rilevante l’andamento della nostra azienda nell’anno in corso", ammette in modo netto il direttore amministrativo. Un'azienda, quella che fa capo alla Ace Casinò Holding Ag, che vanta un capitale azionario di 17 milioni e che ha chiuso il 2018 con un utile di esercizio di 7 milioni e mezzo.

Piani da rivedere

"L’auspicata riapertura del Casinò nell’ambito delle prossime fasi di allentamento delle misure decretate da Confederazione e Cantone - fa notare ancora il responsabile -, permetterà di limitare almeno in parte i danni e riprendere una lenta risalita verso la normalità, tuttavia gli obiettivi annuali andranno rivisti, rispettivamente posticipati. È comunque ancora troppo presto per tirare delle somme o comunicare cifre, essendo la situazione d’emergenza ancora in atto".

Il futuro del dopo Covid-19 ci dirà di più.

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