Mendrisiotto
11.11.2019 - 23:030

In affido e vessata: ‘Non sono colpevole’

Il tutore di una bambina data in affido a una coppia del Mendrisiotto nega anche in Appello. La sentenza è attesa entro fine anno

di D.C.

Lui, il tutore legale, insiste a proclamarsi innocente. Comparso, oggi a Locarno, davanti alla Corte d’appello e di revisione penale ha respinto, una volta di più, le accuse. Ha fatto ciò che il suo ruolo professionale gli richiedeva. Non è a lui, insomma, che vanno imputate le sofferenze inflitte per 2 anni (fra il 2010 e il 2012) a una bambina data in affido a una coppia del Mendrisiotto. Semmai la colpa maggiore è della rete dei servizi, non intervenuta per tempo. Non l’aveva vista così, in prima istanza, il giudice (Mauro Ermani) delle Assise criminali di Mendrisio, il quale aveva condannato il curatore (a 16 mesi sospesi) e con lui l’assistente sociale che seguiva il caso (a 13 mesi pure sospesi) e gli stessi genitori affidatari (la madre a 22 mesi, il padre a 18, entrambi al beneficio delle condizionale) per essere venuti, tutti, meno ai loro doveri di assistenza e educazione. Questi ultimi avevano accettato il verdetto, i due operatori invece no.

In aula, oggi, come detto, è approdato il tutore (l’assistente sociale è deceduto il luglio scorso), con la determinazione a chiedere, per voce del patrocinatore Andrea Ferrari, il proscioglimento. La linea difensiva, insomma, non è cambiata. Non hanno indietreggiato di un millimetro dalle loro posizioni, però, neppure l’accusa, sostenuta dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni – che ha domandato la conferma della sentenza di primo grado –, e il legale della ragazzina (l’avvocato Maria Galliani, sostituita dal collega Luca Marcellini). Qualora nella rete si fossero verificate delle défaillance, queste, si è ribadito dando voce all’accusatore privato, non sminuiscono la responsabilità del curatore, la persona di riferimento, che permane la stessa. Soprattutto a fronte dei maltrattamenti, delle umiliazioni e delle punizioni, anche pesanti, patiti dalla piccola. Soprusi e vessazioni che l’hanno segnata. Adesso toccherà alla Corte presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will pronunciarsi. Sentenza e motivazioni sono attese entro la fine dell’anno.

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