Il giudice Siro Quadri (Ti-Press)
Mendrisiotto
22.08.2019 - 20:230
Aggiornamento : 29.08.2019 - 17:35

'I medici vanno assolti'

Le difese hanno chiesto l'assoluzione dei quattro medici che avevano in cura il ragazzo morto nel 2014

I quattro medici della Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio vanno assolti. Non è a loro che va imputata la morte del giovane paziente, stroncato, secondo la ricostruzione della Procura, da un mix di psicofarmaci rivelatisi tossici e fatali.
Oggi pomeriggio Le difese degli imputati hanno cominciato col prendere di mira l'atto d'accusa e hanno finito per smontare le contestazioni mosse dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas, che chiama i quattro psichiatri a rispondere di omicidio colposo per i fatti del maggio 2014. L'accusa, hanno rimproverato i patrocinatori, "non ha fatto i compiti a casa', presentando un atto d'accusa "fotocopia". In sostanza, si è tornati a focalizzare l'attenzione sull'agire dei quattro professionisti e sulla terapia farmacologica prescritta e somministrata (contenzione al letto inclusa). Terapia, hanno ricordato i difensori -  Marcellini, Macconi, Mattei e Mazzucchelli -, consolidata e valutata in équipe dagli stessi vertici della Clinica. Di fatto, si è lamentato, si è sbagliato bersaglio. Evocata la perizia dello specialista e le stesse indicazioni del pretore, Siro Quadri, che nel 2017 aveva rinviato il caso a un nuovo giudizio, per i legali si sarebbero dovuti effettuare gli accertamenti supplementari dell'inchiesta nel contesto della struttura e della sua organizzazione. Senza trascurare di sondare la dotazione in personale e la strumentazione, oltre alle eventuali soluzioni  alternative a fronte di un paziente che soffriva di una patologia grave.  

I patrocinatori hanno altresì fatto aleggiare, di nuovo, sull'aula della Pretura penale, la possibilità che il 28enne abbia potuto effettuare un consumo abusivo di medicamenti e altre sostanze. Ad accertarlo, hanno motivato, gli esami tossicologici che hanno evidenziato la presenza nel sangue del paziente anche di una dose massiccia, e superiore alle prescrizioni, del farmaco considerato letale.Di conseguenza quell'epilogo tragico è stato "improvviso e inspiegabile", come ribadito dagli stessi medici nel corso del dibattimento. Per i difensori, quindi, i quattro medici sono da prosciogliere e indennizzare.
La parola adesso passa al giudice Siro Quadri, il quale ha annunciato la sentenza per gli inizi di settembre.

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