(foto Ti-Press)
Mendrisiotto
03.09.2018 - 06:000

A Chiasso niente più mensa gratuita all'asilo

Il Municipio fa pagare le tasse di refezione anche ai domiciliati. Riviste pure le quote per la scuola fuori sede e il trasporto scolastico

Niente più mensa gratuita per i piccoli alunni chiassesi alla scuola dell’infanzia. Alla vigilia dell’apertura del nuovo anno scolastico – oggi si tornerà in classe –, il Municipio della cittadina di confine ha firmato la decisione. Un’inversione di rotta che è parte di una serie di modifiche apportate al Regolamento comunale sulla partecipazione delle famiglie alle prestazioni dell’Istituto scolastico, datato 2006. È indubbio che la scelta – che fa cadere un altro paletto, quello della separazione fra domiciliati e no – tira il freno a mano a fronte di una linea politica da sempre a sostegno dei nuclei famigliari.

Sullo sfondo c’è allora la necessità del Municipio di rimpinguare le casse del Comune? Nel messaggio appena recapitato ai consiglieri comunali non se ne fa cenno. La miniriforma – che sarà codificata in un’Ordinanza municipale – è motivata con le recenti modifiche legislative che lo stesso Cantone ha ancorato, a sua volta, al Regolamento cantonale delle scuole comunali. All’origine di questo ripensamento generale c’è, del resto, una sentenza del dicembre scorso del Tribunale federale, intervenuto in materia su un caso del Canton Turgovia. L’Alta Corte, richiamando la Costituzione federale, ha ricordato che è sancito “un diritto all’insegnamento di base sufficiente e gratuito, nell’ambito della scuola dell’obbligo, considerando ammissibili solo le partecipazioni finanziarie delle famiglie fondate sui costi da esse economizzati in ragione dell’assenza dei figli da casa o estranee all’attività scolastica obbligatoria”.

E se all’autorità cantonale non è rimasto che stilare una sorta di vademecum sulle tasse scolastiche – dalla mensa al trasporto –, a Chiasso (come agli altri Comuni) non è restato che adeguarsi. La revisione che salta subito all’occhio è appunto la cancellazione, almeno per i residenti, della refezione gratuita alla scuola dell’infanzia. Senza più fare, come detto, distinzione tra domiciliati e no, i genitori con figli alla materna saranno chiamati a versare da 2 a un massimo di 5 franchi (come indicato dal Cantone) per ogni pasto. Una prassi, fa notare il Consiglio di Stato, “già rispettata praticamente dappertutto”. Sin qui chi abita fuori Chiasso doveva versare dai 5 ai 10 franchi per pasto. Tutto invariato, invece, per la mensa delle Elementari, il cui costo è modulato sul reddito lordo delle famiglie.

Sul bus si risparmia

Altro punto toccato dai correttivi comunali è la partecipazione alle spese di vitto e alloggio della scuola fuori sede. Qui l’esecutivo propone di portare le quote da 5 a 13 franchi al giorno (nuovo limite), mentre introduce la voce prestazioni opzionali, prevedendo una richiesta che va dai 2 ai 10 franchi al giorno. In precedenza veniva calcolato un unico costo settimanale fra i 50 e i 100 franchi. Una variazione che, applicando le tasse minime, permette qualche risparmio. Peserà meno sul budget famigliare pure la partecipazione al trasporto scolastico – solo se di linea – sul percorso casa-scuola. Servizio che dopo la miniriforma vede ridurre la forchetta applicata, passando dagli attuali 150-400 franchi per anno scolastico ai futuri 50-200 franchi. La nuova norma è chiara: non si può chiedere un importo superiore al 40 per cento del costo complessivo dell’Abbonamento Arcobaleno a carico del Comune.

A questo punto, dunque, toccherà al Consiglio comunale valutare l’intero pacchetto di modifiche e pronunciarsi in merito.

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