Mendrisiotto
23.08.2018 - 05:500

'Quei rifiuti non gettateli negli scarichi e nel wc'

A Stabio è partita una campagna di sensibilizzazione. Perché nelle tubature, al depuratore e lungo i riali gli effetti ci sono. E si vedono

Gli addetti ai lavori in gergo li chiamano ‘stracci’. Ma non hanno nulla a che vedere con gli strofinacci per la polvere o gli abiti logori. Sono i residui dei rifiuti gettati per sbaglio o per dolo negli scarichi di bagno e cucina. Oggetti più o meno identificati che finiscono per intasare e bloccare reti e infrastrutture (e stazioni di pompaggio per dirne alcune) di Comuni e impianti di depurazione. Senza trascurare le vestigia assai poco nobili che affiorano lungo il corso dei riali, magari appena riportati alla natura. E nel fondovalle del Mendrisiotto, dove si concentrano anche i punti di scarico, è difficile che passino inosservati. A Stabio un giorno è bastato un paio di slip per mandare (quasi) in tilt il sistema. Una disavventura che ha convinto l’autorità comunale a passare all’azione, lanciando una campagna di informazione ‘porta a porta’. L’intenzione è quella di battere a tappeto economie domestiche e zona industriale. Le parole d’ordine? ‘Inquinare meno’.

Per veicolare il messaggio il Dicastero ambiente del Comune di confine si è affidato a un volantino e a un linguaggio chiaro; a strizzare l’occhio illustrazioni famigliari quanto inequivocabili. Del resto, si fa memoria, “quel che gettiamo nel lavandino o nel wc prima o poi torna a casa nostra”. Un monito che richiama alla responsabilità civica di ciascuno. L’elenco dei rifiuti che non devono finire negli scarichi casalinghi o dei luoghi di lavoro (bensì nella pattumiera o nella raccolta differenziata), d’altra parte, è alquanto nutrito. Basta poco, “piccoli gesti, quasi insignificanti”, scandisce la campagna di Stabio, e si riversano nelle fognature sostanze difficili da smaltire o “stracci” (per dirla con gli esperti) che ostruiscono le canalizzazioni, bloccano le pompe e che in certi casi fanno sì che le acque luride sfocino dritte dritte nei riali prima ancora di essere ‘filtrate’. Il direttore dell’impianto di depurazione di Rancate, Daniele Managlia, ne avrebbe di storie da raccontare. «Del resto – ci fa presente – siamo gli ultimi, in fondo alla catena, e ci troviamo confrontati con questi problemi. E certi oggetti ne creano di problemi, sia sul piano meccanico che dei rifiuti da eliminare dall’impianto. Eppoi si fa fatica a risalire alle cause». Non a caso, ci fa sapere il direttore, anche l’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque sta mettendo a punto un’operazione di sensibilizzazione su questo fronte.

‘L’educazione civica serve’

Queste campagne sortiranno degli effetti? «Di sicuro servono. Una delle finalità che ha portato alla nascita del Gam, il Gruppo acque del Mendrisiotto – annota il direttore –, è stata l’esigenza di coordinare proprio delle campagne di sensibilizzazione congiunte con al centro l’acqua potabile come i corsi d’acqua e la depurazione. Nel nostro comprensorio, ad esempio, la problematica va a zone: in alcune si riscontrano situazioni particolari, altre sono più virtuose». Il punto è che è arduo controllare il territorio, soprattutto con le risorse umane a disposizione. «Così come avere sott’occhio il comportamento dei cittadini; che dovrebbero sempre pensare che gettare un rifiuto ha delle conseguenze – richiama Managlia –. Dal canto nostro, cerchiamo di fungere da sentinelle».

Alla fine, però, è anche una questione di percezione, perché ci sono i macro e i microinquinanti (vedi a lato), ovvero ciò che si vede e ciò che viene disciolto in acqua. «Infatti, il problema è fisico ma anche di qualità delle acque, di fiumi e laghi». Gli effetti sono, insomma, molteplici, come rincara la pubblicazione di Stabio: sulla salute, sul paesaggio e la natura, sulle attività di svago e al contempo sui bilanci. “I comportamenti sbagliati provocano dei costi aggiuntivi che saranno posti a carico di tutti i cittadini e delle industrie”. In sostanza, si esplicita, si ricavano maggiori oneri “per la pulizia delle camere, dei riali, un numero superiore di interventi per ripristinare il funzionamento delle pompe che permettono di far defluire le acque luride al Consorzio di depurazione”. Consorzio dove la problematica torna di nuovo... a galla.

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