Mendrisiotto
12.07.2018 - 06:000

Pedrinate, in dogana con un mandato d'arresto

Da Roma alla Svizzera interna passando per un valico minore. Bloccato il viaggio di un uomo sul quale pendeva un mandato di arresto per reati contro il patrimonio

Quel veicolo, evidentemente, qualcosa di losco nascondeva. Apposte delle targhe zurighesi le quali, non appena passate sotto l’occhio vigile delle Guardie di confine, hanno fatto scattare l’allarme. Un’auto, quella transitata domenica sera al valico minore di Pedrinate, già oggetto di attenzioni perché immortalata nelle vicinanze di luoghi di furto avvenuti oltre Gottardo. E così, gli agenti delle Guardie di confine, hanno poco più tardi intimato lo ‘stop’ alla vettura e hanno proceduto con il controllo approfondito dei tre occupanti, tutti di nazionalità serba residenti in Italia. Dai controlli – sulle persone e, in seguito, sull’auto setacciata dal Gruppo specialisti visite – ecco le sorprese: un mandato d’arresto, qualche grammo di droga, documenti falsi e attrezzi ‘del mestiere’ probabilmente rubati. Ad inchiodare il 22enne passeggero è stato l’Afis, il sistema automatico d’identificazione delle impronte digitali, il quale ha subito segnalato che, a suo carico, era stato emesso un mandato d’arresto da parte degli inquirenti del Canton Zurigo. L’uomo, insieme agli altri occupanti, ha dichiarato di provenire da un campo rom di Roma. Non è chiara quale fosse la destinazione ma, come confermatoci dal Ministero pubblico, l’uomo oggetto di ricerca è stato preso in consegna dalla Polizia cantonale che ne ha disposto il trasferimento a Zurigo e il conseguente passaggio alle forze delle ordine svizzerotedesche. Su di lui, infatti, pendeva un ordine d’arresto per reati contro il patrimonio, verosimilmente perché autore di un numero non meglio specificato di furti. A dar man forte a questa tesi anche il materiale rinvenuto nell’auto, attrezzi del ‘mestiere’ probabilmente utilizzati (e a loro volta rubati) per mettere a segno i vari colpi. Le forze dell’ordine, però, hanno trovato anche altro. Analizzando a fondo ogni centimetro dell’auto, sono stati rinvenuti alcuni documenti i quali, dopo gli accertamenti del caso, sono risultati essere contraffatti. S’è detto anche di alcuni grammi di marijuana. Questi sono stati trovati addosso al conducente il quale, probabilmente nel tentativo di farla franca, li aveva celati nella biancheria intima che indossava. Stando a quanto si è inoltre potuto appurare, domenica sera a Pedrinate sarebbe entrata un’altra automobile sospetta e proveniente sempre dallo stesso campo rom della capitale italiana. Auto che, stando a nostre informazioni è stata fermata, a distanza, in Svizzera romanda. Non è dato sapere, al momento, se anche gli occupanti del secondo veicolo siano stati trattenuti per verificare eventuali coinvolgimenti in reati analoghi.

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