Mendrisiotto
16.04.2018 - 06:100
Aggiornamento 11:21

Morbio, naturalizzazione contesa

Per Municipio e Commissione la donna, 31enne di origine kosovare, non soddisfa le condizioni di idoneità. Lei chiede di rivalutare la situazione

Quella naturalizzazione non s’ha da fare. O meglio, secondo l’esecutivo, il Consiglio comunale di Morbio Inferiore – nella seduta che si terrà il 23 aprile – dovrà respingere la concessione dell’attinenza comunale. Una richiesta, quella di poter diventare svizzera, avanzata da una cittadina 31enne di origini kosovare, madre di cinque figli (nati tutti a Morbio Inferiore) e trasferitasi in Ticino quando aveva 8 anni. Per l’esecutivo (e la Commissione delle petizioni) non vi sono dubbi: sebbene la donna adempia “le condizioni materiali di residenza”, diverso – a loro avviso – è l’adempimento, non ravvisato, “delle condizioni di idoneità prevista da alcuni articoli della Legge sulla cittadinanza (LCit). Affidandosi all’avvocato Marco Frigerio, la donna si è quindi rivolta all’esecutivo chiedendo di “valutare globalmente la situazione”. Questo sulla base delle motivazioni che hanno portato alla proposta di respingimento, ovvero, scrive l’avvocato, il fatto che già in passato v’erano state decisioni negative, che la signora “non sarebbe in grado di provvedere al proprio sostentamento”, che abbia “percepito prestazioni assistenziali” e, da ultimo, per il fatto “di non avere dimostrato che l’avvio di un’attività in proprio le garantirà delle entrate sufficienti per il futuro”.

Giustificazioni contestate dal legale, pur ammettendo il fatto d’aver beneficiato di prestazioni assistenziali per un importo di circa 19mila franchi. Versamenti cessati da più di due anni, specificando inoltre che “si è impegnata a restituire ‘pro rata’ quanto percepito”. Avvocato che, alla luce dei motivi addotti dall’esecutivo ritenuti “per lo meno opinabili”, chiede di “considerare il contesto globale”. Nello specifico ricorda che la richiesta riguarda una mamma che vive nel Mendrisiotto dal 1995 e i suoi cinque figli siano nati e cresciuti a Morbio. Inoltre, secondo il legale andrebbe premiato il fatto che la donna – la quale ha avviato un’attività in proprio nel settore delle pulizie – “si è attivata per evitare di essere a carico dell’assistenza e per acquisire una sua disponibilità propria atta a permetterle maggiore autonomia”. Non va inoltre dimenticato – aggiunge inoltre Frigerio – che la donna “è perfettamente integrata (così come i propri figli che, oltre alla scuola, frequentano e sono attivi anche in società sportive della zona)”, oltre al fatto che “non è mai stata oggetto di procedimenti penali e non ha alcun procedimento esecutivo pendente”. Toccherà quindi al legislativo, che si riunirà il 23 aprile, decidere se respingere o meno la domanda di naturalizzazione.

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