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L'imponente edificio disegnato da Mario Botta (Ti-Press)
Luganese
22.10.2020 - 14:250
Aggiornamento : 16:01

Campione sulle tracce della via per riaprire il casinò

Incontro esplorativo fra sindaco, assessori, sindacati e Ad per sondare la strada migliore da seguire dopo la prossima sentenza della Cassazione

Nell'ottica di capire chi, fra gli attori interessati alla riapertura del Casinò di Campione d'Italia, è disponibile a mettersi in gioco per riaccendere le luci all'interno della ''cattedrale laica'' di Mario Botta si colloca l'incontro tenutosi martedì pomeriggio in Municipio con le organizzazioni sindacali, rappresentate da undici sindacalisti. Oltre a Marco Ambrosini, al quale è stato conferito un mandato esplorativo, erano presenti anche il sindaco Canesi e gli assessori Tanina Padula e Paolo Bortoluzzi. Un incontro che per ora non è stato commentato dai sindacati. Il confronto si è basato sul percorso da seguire una volta noto l'esito dell'udienza del prossimo 3 novembre in Cassazione a Roma, dove i giudici della Suprema Corte sono chiamati a decidere sul ricorso della Banca Popolare di Sondrio, secondo la quale la Campione d'Italia Spa, società partecipata dal Comune non è fallibile.

Si ipotizza un confronto con i giudici comaschi

L'Ad ha già incontrato la Banca Popolare di Sondrio, i fornitori (fra loro anche alcuni ticinesi) e i potenziali investitori, sia privati che pubblici (società che in Italia gestiscono i giochi, come la Sisal). In attesa del pronunciamento della Cassazione c'è chi non è stato con le mani in mano in attesa degli eventi. «Non partiamo dall'anno zero» fa sapere Ambrosini che 'glissa' sui particolari perché la sua posizione è quella di esploratore, fortemente condizionato dalla decisione che prenderanno i giudici della Suprema Corte, per cui parlare di tempi è un inutile azzardo. Aggiunge Ambrosini: «Una volta che la Cassazione avrà deciso occorrerà vedere cosa decideranno i giudici di Como, la politica nazionale, quella locale e i dipendenti». La strada ipotizzata sembra essere quella di confrontarsi con i giudici comaschi su un concordato preventivo. E qui c'è da dire che tutti i creditori (Banca, comune, fornitori e dipendenti) sono contrari al fallimento della società.

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