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Luganese
02.08.2020 - 13:470
Aggiornamento : 16:21

Per il sindaco di Lugano l'emozione del suono delle campane

Marco Borradori ha scelto piazza della Riforma per il discorso del Primo Agosto carico di ricordi e di speranze.

È nel cuore di Lugano, piazza della Riforma, che il sindaco Marco Borradori ha deciso di salutare tutti i luganesi in occasione del Primo Agosto: "Quando, nelle scorse settimane, con i colleghi di Municipio abbiamo dovuto decidere come ripensare i festeggiamenti del Natale della Patria, tenendo conto delle disposizioni di sicurezza dovute al coronavirus, non vi nascondo che mi ha molto rattristato dover prendere la decisione di annullare o ridimensionare alcuni eventi che contraddistinguono le celebrazioni della festa nazionale a Lugano. Il Primo Agosto rappresenta infatti, da sempre, una delle giornate più gioiose e felici dell’anno per la nostra città. Le strade e le piazze si riempiono di persone che hanno voglia di stare insieme; ci si riunisce per eventi, cortei e, la sera, ci si ritrova in riva al lago con lo sguardo al cielo per ammirare i – sempre magici – fuochi d’artificio. Il Primo Agosto è sempre stata una giornata di grande felicità già da bambino, quando potevo stare sveglio fino a tardi e, con le tradizionali lanterne rosse e bianche, giocavo con gli amici". 

Ma essendo alcune tradizioni hanno dovuto soccombere al Covid altre sono tornate: "Un’usanza che si è dissolta negli anni e nella storia. Si tratta del primo evento istituito dal Consiglio federale per festeggiare la Patria nel 1899, il primo anno nel quale ebbero luogo i festeggiamenti. Mi riferisco al rito di far suonare a festa, la sera, tutte le campane delle chiese di tutte le confessioni - dalle cattedrali al più piccolo oratorio - in tutti i cantoni, le città e i comuni della Svizzera. Una tradizione che, nella sua semplicità, riusciva a unire le comunità dei quattro angoli del Paese. A Lugano e nel Cantone abbiamo fatto rivivere questa antica tradizione. Grazie alla straordinaria disponibilità della Curia di Lugano – che ringrazio di cuore –, le chiese di Barbengo, Besso, Brè-Aldesago, Breganzona, Cadro, Carabbia, Carona, Castagnola-Cassarate-Ruvigliana, Centro, Cureggia, Davesco-Soragno, Gandria, Loreto, Molino Nuovo, Pambio-Noranco, Pazzallo, Pregassona, Sonvico, Val Colla, Viganello e Villa Luganese, hanno suonato a festa. Unendo simbolicamente i villaggi e le comunità di tutti i 21 quartieri che compongono la nostra grande Lugano. Davvero emozionante". 

Dai moti del 1798 ai 21 quartieri di oggi

 

A Lugano, il Primo Agosto, oltre a festeggiare il patto d’indipendenza stretto tra i cantoni primitivi nel 1291, si sono anche celebrati i moti che ebbero luogo nel 1798 proprio tra la piazza e l’incrocio di via Magatti e via Canova. Quando, alle 5 del mattino del 15 febbraio 1798, i Cisalpini approdarono alla foce del Cassarate e dalla porta di San Rocco fecero irruzione in città, ciò che permise ai luganesi di non farsi sopraffare furono proprio le campane. Le campane suonate a stormo risvegliarono i cittadini che, con il Corpo volontari luganesi in prima linea, obbligarono i Cisalpini, giunti in città con l’intento di annettere il Luganese alla Repubblica Cisalpina, a deporre le armi. Questi fatti, durante i quali venne dichiarata la fine del regime di sudditanza, innescarono un movimento libertario che contagiò l’intero Paese. Il movimento che permise al Ticino di liberarsi dalla signoria dei balivi e raggiungere così l'indipendenza e la parità con tutti gli altri Cantoni svizzeri partì dunque proprio da qui, da questa piazza, al suono delle campane: "Campane che per noi luganesi rappresentano da allora un’importante icona di libertà" ha ricordato il sindaco. 

“Nessun uomo è un’isola. Ognuno di noi è parte di un tutto. Questa poesia mi è tornata alla mente proprio nelle settimane più difficili della crisi sanitaria quando, purtroppo, le campane hanno suonato a lutto anche nei quartieri di Lugano. La fase più acuta della crisi che abbiamo vissuto ci ha mostrato la forza dell’essere umano di fronte alle difficoltà e, in particolare, lo straordinario valore della solidarietà nelle comunità dei nostri quartieri. La solidarietà tra giovani e anziani, tra cittadini comuni e addetti alla gestione della crisi, la solidarietà tra chi ha più mezzi e chi ne ha meno. I mesi più difficili della crisi ci hanno dato l’occasione di prendere coscienza di quanto la volontà di stare insieme - che rappresenta un tratto essenziale delle origini del nostro Paese, che oggi celebriamo - sia importante per tutti noi". 

'Nel lockdown solidarietà e senso della comunità emerse con forza'

Borradori ha voluto sottolineare come durante il lockdown "nel nostro grande comune la solidarietà e la vita di comunità sono emerse con forza. Permettetemi di dirlo, anche con una certa emozione: forse mai come in questo periodo sono stato orgoglioso di rappresentare, da sindaco, questa città. Una comunità capace di altruismo, di generosità, di rispetto per le disposizioni date dalle istituzioni, attenta ai più deboli, ai più bisognosi. Una Città che si è riscoperta villaggio. Un grande villaggio in grado di tenere insieme le 21 anime dei suoi quartieri, con le loro necessità e peculiarità. Anche la Svizzera riesce a tenere insieme 26 cantoni con le loro diverse condizioni culturali, linguisitiche, politiche, economiche. Il primo agosto è l’occasione per riflettere su cosa tiene unito il Paese, i suoi cantoni, i suoi comuni, i suoi villaggi. Credo che questa crisi sanitaria ci abbia mostrato in modo inequivocabile che il nostro è un grande Paese perché, negli anni, è stato capace di salvaguardare lo stato sociale, elemento fondamentale per garantire la coesione del popolo svizzero. A differenza di altri grandi Paesi a noi vicini, il nostro ha dimostrato di avere uno Stato capace di far fronte ai bisogni dei suoi cittadini anche in momenti molto difficili".

Ma, come ha spiegato Borradori, "per stare insieme, oltre alla volontà e alle regole, serve anche un luogo. Uno spazio. Lo spazio pubblico, ha assunto per molti di noi nuovi significati nei mesi nei quali siamo stati chiusi nelle nostre case e non abbiamo potuto fruirlo. Valorizzare lo spazio pubblico, anche in questa città e nei suoi quartieri, è oggi più che mai una priorità che questo Municipio sta affrontando. Passano attraverso lo spazio pubblico anche alcune delle misure che la Città di Lugano ha messo in campo per sostenere i commerci e agevolare la vita dei cittadini in questo momento particolare. Penso, ad esempio, alle concessioni del suolo pubblico o allo sviluppo di nuove soluzioni per l’accesso dei cittadini agli spazi verdi e al lago". Oltre allo spazio fisico, la Città di Lugano è anche in prima linea nello sviluppare anche quello digitale: "Seconda per estensione territoriale tra le grandi città del paese, Lugano grazie alla digitalizzazione (che sta trasformando anche l’intera amministrazione comunale) ci permette di erogare servizi con maggiore efficacia ed efficienza ai cittadini e di esser loro più vicini. Grazie alla digitalizzazione riduciamo insomma le distanze tra Palazzo Civico e i quartieri più discosti".

 

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