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Lugano
09.07.2020 - 15:39
Aggiornamento: 18:51

Lugano, Foce chiusa questo weekend dalle 20. Poi solo con l'app

Lo ha deciso il municipio cittadino. Da giovedì prossimo, dalle 20, un massimo di 200 persone potranno accedere unicamente previa prenotazione.

Dopo la situazione di degrado constatata nelle scorse settimane, il municipio di Lugano ha deciso di non aprire la Foce questo fine settimana nelle ore serali. Rimarrà quindi chiusa dalle 20 in poi. Se ne riparlerà da giovedì prossimo. Per accedere allo spazio in riva al lago, a partire dalle 20, sarà tuttavia richiesta la prenotazione tramite app. Il numero massimo di persone è fissato a 200 e il filtro si troverà in zona Osteria del Porto.

Durissimo il commento del municipale Michele Foletti su chi si è reso protagonista di schiamazzi, inizi di rissa e vandalismi: «Quelli sono una banda di incivili che non ha rispetto per nessuno e fanno solo casino. Tutti i 64mila abitanti hanno diritto di utilizzare la Città, non è giusto che ci vadano di mezzo per colpa di 400 incivili».

Lo spazio cittadino, ha indicato dal canto suo il sindaco Marco Borradori «è stato purtroppo strapazzato. Abbiamo immagini che parlano di una Foce devastata: littering, escrementi umani, bottiglie rotte, sappiamo di gente che si è tagliata. Il panorama è veramente desolante. Poi provocazioni nei confronti della Polizia e dei privati nel corso degli ultimi weekend. In seguito al rapporto della Polizia, abbiamo deciso che useremo i principi dati dall'autorità cantonale per evitare gli assembramenti di più di 100 persone per esercizio pubblico: entreranno solo le persone che si prenotano con l'app».

«Non vogliamo rivedere una situazione come quella», ha proseguito Borradori, indicando che il meccanismo in vigore dalla prossima settimana «può essere considerato una sorta di segnale: se funzionerà, tutto bene, se no ci vedremo costretti a chiudere, con grande dispiacere». 

Foletti ha fatto poi notare che questi problemi non erano presenti sino all'anno scorso. «Chiudere la Foce non risolve il problema, perché queste persone si sposteranno in altri luoghi, che saranno però più facilmente controllabili».

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