Luganese
09.04.2020 - 06:200

Quest'estate incerta del popolo delle colonie

Il coronavirus potrebbe continuare ad essere un ospite sgradito fra giugno e agosto compromettendo i programmi d'intrattenimento di comuni, scuole e associazioni

Le vacanze estive avranno un sapore diverso per tanti bambini e ragazzi, confinati in queste ultime settimane nelle quattro mura di casa, alle prese con la loro prima esperienza di 'scuola a distanza' e con più tempo libero del solito a disposizione per tv ed elettronici. Così per i genitori chiamati a ridisegnare la quotidianità di tutta famiglia e contenere soprattutto, ora che il sole comincia a riscaldare le giornate, la vivacità dei propri figli. E l'estate allora come sarà? Colonie e campi estivi verranno in soccorso di una convivenza che sta mettendo a dura prova nervi e privacy? Oppure l'emergenza sanitaria continuerà ad aleggiare su libertà di movimento e contatti sociali così da portare ad annullare programmi, già definiti da tempo, di comuni, istituti educativi, associazioni, fondazioni, gruppi? Quei 'programmi' per i quali mamme e papà, nonni e babysitter, contavano per tirare un po' il fiato?

Quattromila i giovanissimi coinvolti, mille gli educatori, 60 gli enti

Sono, infatti, circa 4'000 i bambini e i giovani che ogni anno mediamente fanno capo a proposte di svago e cultura, promossi sul territorio ticinese e all'estero. Con loro, coinvolti, sono circa mille persone, soprattutto volontari, facenti parte di una sessantina di enti che operano a livello cantonale. Non c'è che dire, fra giugno e agosto il 'popolo delle colonie' si anima di voglia di divertirsi, imparare nuove lingue, praticare uno sport o un'arte. Da Bissone (pensiamo al lido comunale e ai corsi di nuoto) a Cadempino (con il tennis), dalla città (che deciderà proprio oggi in occasione delle seduta del giovedì del Municipio in merito a Vivi Lugano) alla periferia, basta cliccare su internet per scorrere una lunga lista di possibilità: scuole montane, soggiorno in un'altra nazione, corsi di circo, tornei settimanali di calcio, contatto con la natura e gli animali. Ogni desiderio d'apprendimento o di divertimento è assicurato.

Si riuscirà a partire?

Il problema oggi è però: si riuscirà a partire? Le indicazioni delle autorità cantonali e federali per contrastare il coronavirus, infatti, per ora si limitano alla fine di aprile. Difficile è prevedere oggi se in estate avremo modo di almeno allentare quella distanza sociale che comporta per tutti una bella fatica. Una situazione di incertezza che va comunque monitorata e, dove possibile, anticipata nella sua soluzione, tanto che molti enti si sono già chinati sulla questione e stanno correndo... ai ripari, chi posticipando date, chi riformulando l'offerta, chi addirittura cancellando tutta o parte dell'offerta. Chi, per ora, conferma il suo programma è il Wwf: «Allo stato attuale – è la posizione degli organizzatori dei Campi Natura – si prevede che avranno luogo come stabilito. Monitoriamo costantemente la situazione e seguiamo le indicazioni delle autorità cantonali e federali. Se le nostre valutazioni dovessero cambiare, le famiglie saranno informate immediatamente. In caso di annullamento di uno o più Campi Natura da parte del Wwf, l'intera quota d’iscrizione sarà rimborsata».

Nella natura una soluzione?

Anche l'Istituto Sant'Anna di Lugano per ora guarda con fiducia al futuro prossimo: «I nostri corsi sono confermati» risponde ai nostri interrogativi l'amministratore delegato Nicola Fornara. Il Monte Laura, 1400 metri di altezza nei Grigioni italiano, è fra le mete più popolari di molti adolescenti: «Chiaramente se dovessimo ricevere a inizio luglio altre indicazioni dallo Stato maggiore cantonale di condotta e la problematica dovesse persistere – non manca di annotare il nostro interlocutore – rivedremo la nostra decisione. Se ad iscrizioni aperte la risposta era stata subito molto buona, naturalmente abbiamo accusato un drastico calo all'apparire del coronavirus. Ora però le posso senz'altro dire che stiamo avendo un aumento di richieste da parte delle famiglie e ciò ci conforta. Del resto quel luogo è letteralmente immerso nel verde e totalmente isolato in inverno, godendo dunque di un certo riparo dai contagi. Una meta che sicuramente potrebbe sostituire viaggi più lontani per i quali non vi è ad ora certezza di poterli fare per le normative in atto o perché molti genitori dovranno rinunciarvi perché oggi confrontati con il lavoro ridotto».

All'estero in sicurezza

«Mi lasci esordire dicendo che la sicurezza e il benessere dei nostri studenti rimane la nostra massima priorità.
In centinaia di uffici e scuole Ef in tutto il mondo, il nostro staff sta lavorando 24 ore su 24 per essere al servizio dei nostri clienti, ragazzi dai 13 anni che non viaggiano solo in estate ma tutto l’anno. Ovviamente, stiamo continuando a monitorare la situazione da vicino e a seguire le linee guida dell'Organizzazione mondiale della salute per fornire ai nostri studenti le più aggiornate informazioni possibili». A spiegarci i prossimi passi di Ef è Serena Dolci: «Dal momento che la situazione e le linee guida variano continuamente e in base alla località, stiamo sentendo ogni singolo studente per capire quali sono le possibilità e i programmi nei prossimi mesi. Per chi non potesse viaggiare come aveva programmato, a causa delle restrizioni in vigore al momento della partenza, Ef prova prima di tutto a riprenotare il soggiorno per una data futura o verso una destinazione differente. In ogni caso discutiamo ogni singolo viaggio insieme ai diretti interessati». Le alternative? «A tutti gli studenti che sono dovuti rientrare in Ticino – ci rivela la dirigente Ef – stiamo (in attesa che possano ripartire) offrendo la versione online del corso che stavano seguendo a scuola, stesso numero di lezioni, stesse tematiche, ecc. Agli studenti che dovranno partire e ai futuri clienti invece offriamo la possibilità di seguire webinars e lezioni in diverse lingue, così come un mese gratuito di inglese tramite la piattaforma Ef Englishlive». Circa una eventuale perdita finanziaria dovuta all'emergenza sanitaria? «Certamente sono stati già fatti calcoli ed estimate possibili perdite a dipendenza dei diversi scenari».

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