Verso le urne (Ti-Press)
Luganese
03.01.2020 - 11:460
Aggiornamento : 13:21

Referendum cantonale contro l'aeroporto oltre le 7mila firme

La conferma arriva dai promotori (Ps e Verdi). La reazione di Avio Ticino. Il confronto a Lugano resta aperto anche a livello comunale

Superata la soglia delle 7mila firme. Il referendum cantonale contro il finanziamento pubblico dell’aeroporto di Agno, promosso da socialisti e Verdi ha preso quota, lo riferisce il CdT online. A darne conferma al quotidiano luganese è l’ecologista Nicola Schoenenberger. Al momento le sottoscrizioni raccolte sono 7'350.

Schoenenberger si dice cautamente ottimista, a questo punto, sulla riuscita del referendum. Solo lunedì il Ps aveva lanciato un appello alla popolazione e ai suoi sostenitori per centrare l'obiettivo. A inizio settimana mancavano, infatti, all'appello un migliaio di firme in vista della prossima scadenza del termine, a inizio mese.

“Con il referendum 'Non sprechiamo altri milioni nell'aeroporto di Lugano' – spiegava lo stesso presidente Igor Righini in una nota – si vuole evitare di sprecare denaro pubblico in una struttura che non ha più futuro: 4,88 milioni di franchi che si aggiungono ai 40 milioni di denaro pubblico già stanziati dal 2006 al 2018, per una struttura che accumula debiti. La concorrenza di ferrovia e dei vicini aeroporti internazionali ha reso obsoleto l’aeroporto di Lugano-Agno. Lo dimostrano i fatti: la moria dei voli di linea è impietosa, da Agno non si vola più!”.

Simona Arigoni Zürcher (Mps): 'Il segnale è chiaro'

La certezza la si avrà quando si conteggeranno le firme definitive – mancano ancora tre giorni alla data limite –, ma ormai le urne sembrano proprio avvicinarsi. E Simona Arigoni Zürcher, deputata  Mps, non nasconde di essere più che soddisfatta per l'esito della campagna, anche se tende a essere ancora cauta. «Certo è che i ticinesi hanno dato un segnale chiaro – dice a 'laRegione' –. Hanno fatto capire che non sono così d'accordo di 'sponsorizzare' quello che, di fatto, è destinato a diventare un aeroporto privato». Un passaggio che, fa capire la gran consigliera, non mancherà di avere delle conseguenze, in particolare per il personale. La prova finale la si avrà con il voto. Ciò che si è potuto vedere sin qui, però, è che «un grande contributo al referendum» è arrivato dalla stessa Città e non dalla periferia, ci spiega.

Roberta Passardi, Avio Ticino: 'Me l'aspettavo'

«Sì, mi sarei meravigliata se non ci fossero riusciti». Roberta Passardi, presidente dell'associazione Avio Ticino pro aeroporto, dal canto suo se l'aspettava. La riuscita della raccolta di firme per il referendum cantonale contro i crediti votati dal Gran consiglio a inizio novembre a sostegno dello scalo di Agno non rappresenta una sorpresa.

«È un atto democratico – sottolinea la granconsigliera liberale radicale –. Lo ritengo più che giusto, almeno a stabilire cosa vuole la popolazione. Faremo in modo di fare una buona campagna per far comprendere ai ticinesi che l'aeroporto di Lugano non è solo uno scalo di una piccola regione del basso Ticino ma di tutto il cantone, visto  considerato che dei quattro aeroporti che abbiamo l'unico a statuto di aerodromo regionale con funzione di collegamenti internazionali è a Lugano. E soprattutto che una regione come il Ticino ha necessità di mantenere un trasporto pubblico come quello aereo».

A fine settembre Avio Ticino aveva raccolto e consegnato alla Cancelleria del Municipio di Lugano oltre 8mila firme a sostegno della ricapitalizzazione di Lugano Airport Sa.

Sul tema di Lugano Airport, socialisti e Verdi stanno raccogliendo, però, firme anche per un referendum a livello comunale, per il quale occorrono invece 3mila sottoscrizioni (2'400 quelle raccolte finora) entro il 13 gennaio.

 

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