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10.12.2019 - 05:500
Aggiornamento : 12:37

Cadempino, la dieta continua

Dopo la riorganizzazione di Kering, il preventivo 2020 del Comune indica un disavanzo di 6,3 milioni di franchi

«È il peggior preventivo degli ultimi anni». Juri Bonizzi, capodicastero Finanze di Cadempino, non si nasconde dietro un dito. Con 6,3 milioni di disavanzo: così si chiude il bilancio preventivo per il 2020. La Commissione della Gestione lo ha già approvato. E lunedì prossimo, 16 dicembre, approderà ai voti del Consiglio comunale.

La dieta, dunque, deve continuare. Era iniziata lo scorso anno dopo l’annuncio – si era nell’ottobre 2018 – da parte del maggior contribuente fiscale di Cadempino: la Luxury Good International Sa con sede nel Comune (della quale proprietario è il gruppo parigino Kering, di cui fa parte anche Gucci) che ha deciso di trasferire il personale, 150 impieghi, dal Ticino a Novara, Milano e Firenze e di rivedere l’impostazione del modello di business. «Le misure di risparmio, anche se si tratta più di un segnale di attenzione sulle spese, proposte un anno fa proseguiranno: il 10% di riduzione sugli onorari dei municipali e la riduzione del 10% sui contributi dati alle associazioni del Comune» – spiega Juri Bonizzi. La minor entrata dal gruppo Kering per il Comune è stata di diversi milioni di franchi. Il bilancio preventivo 2020 di Cadempino prevede un fabbisogno complessivo da coprire mediante le imposte di 12,5 milioni. Il gettito fiscale è di 6,1 milioni. Ne consegue un disavanzo d’esercizio di oltre 6,3 milioni di franchi. Il moltiplicatore d’imposta dovrà confermarsi al 60%, che, nel panorama cantonale, rappresenta comunque ancora un tasso interessante e competitivo. Un imperativo, questo, per Cadempino, come evidenzia lo stesso Municipio nel messaggio che accompagna il bilancio preventivo.

I ricavi sono scesi drasticamente. Per il 2020 un nuovo ricavo, ancorché sottile, si avrà con l’introduzione della tassa sul sacco a partire dal 1° gennaio. Ma ad attutire il colpo è senza dubbio il capitale proprio accumulato negli anni da Cadempino, che ammonta attualmente a 30,4 milioni dai quali si dovranno dedurre i 6,3 milioni di perdita.

Osserva il capodicastero Finanze: «L’unico aspetto che potrà veramente far cambiare le cose e che spero entri in vigore presto è la legge sulla nuova perequazione finanziaria. Cadempino, infatti, attualmente ne è fortemente penalizzato. Il modello di calcolo oggi prende in considerazione gli ultimi cinque anni nei quali abbiamo avuto gettiti fiscali molto alti che però non corrispondono più alla situazione attuale. Per cui noi andiamo avanti a pagare la perequazione, ma non abbiamo più le stesse entrate. Una realtà radicalmente mutata».  

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