Luganese
25.06.2019 - 18:110
Aggiornamento : 18:56

Narcotraffico internazionale, tre condanne a Lugano

I tre uomini a processo ieri e oggi per aver trafficato circa dieci chili di cocaina sono stati condannati a pene fra i tre e i sei anni. Due saranno espulsi.

«Chi ha venduto di più, ha la colpa più grave». Dopo attenta discussione, seguita al lungo dibattito di ieri e stamattina, la Corte delle Assise criminali - presieduta da Mauro Ermani - si è basata su questo principio per stabilire le pene a carico dei tre uomini coinvolti nel maxi traffico su scala internazionale (cfr. correlati) di cocaina.

La colpa più grave, come già apparso in fase dibattimentale, è stata giudicata quella del 32enne, «che ha messo a disposizione il proprio appartamento (a Balerna, ndr) per il traffico di droga, e che aveva un ruolo decisionale più autonomo». L’uomo, che secondo la ricostruzione era effettivamente situato su un gradino più alto dell’organizzazione rispetto agli altri imputati, è stato così condannato a sei anni di carcere. Inoltre, essendo cittadino straniero (dominicano) verrà espulso per sette anni. Molto meno dei quindici chiesti dal procuratore pubblico Moreno Capella, in virtù del fatto che ha legami con la Svizzera: qui vive l’ex compagna e uno dei figli.

Quattro anni e tre mesi invece la condanna per il 30enne. «Ha agito esclusivamente per scopo di lucro - ha detto il giudice -. È vero, viene da un Paese dove si vive meno bene (Repubblica Dominicana, ndr), ma ha avuto le sue chances: in Italia era in possesso di un permesso di residenza». La colpa del giovane, sebbene ai piedi della scala dell’organizzazione, è stata giudicata oggettivamente e soggettivamente grave. È stato quindi condannato a quattro anni e tre mesi di detenzione e - non avendo legami con la Svizzera - all’espulsione per dieci anni.

Meglio infine è andata al 34enne, che oltre ad aver più collaborato con gli inquirenti è anche quello che ha venduto il minor importo di droga. L’uomo, cittadino svizzero e già scarcerato, è stato condannato a tre anni di detenzione, dei quali sei mesi da scontare. Avendoli già trascorsi in prigione, ciò significa che è (condizionalmente, per tre anni) libero. A una condizione: «La Corte, dopo aver molto riflettuto, ha giudicato in senso positivo il suo percorso. Occorre però continuarlo. Pertanto è stata aggiunta una norma di condotta alla pena: dovrà continuare e terminare il tirocinio che ha iniziato».

A differenza delle sue richieste di pena, la Corte ha quasi integralmente accolto l’atto d’accusa stilato da Capella. Anche sulla dibattuta questione della punibilità o meno del reato di atti preparatori in merito a due viaggi (uno in Francia e l’altro in Italia, dove ciò non costituisce reato) effettuati con l’intento, in un caso sfumato, di comprare droga da rivendere. «La decisione di recarsi all’estero è stata presa qui - ha sentenziato Ermani -, pertanto sono punibili».  La cocaina trafficata dai tre è stata stimata in poco meno di dieci chili (dei quali circa un terzo venduti sul mercato luganese), e secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbe parte di un narcotraffico da migliaia di chili che - fra America Latina ed Europa - coinvolgerebbe una dozzina di Paesi.

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