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Luganese
15.05.2019 - 06:100

Ex macello di Lugano, almeno un mese per la disdetta

Il Municipio attenderà la crescita in giudicato della decisione di escludere il Molino dal sedime, presa dal legislativo lunedì sera.

Non partirà prima della crescita in giudicato della decisione adottata lunedì sera la disdetta della convenzione del dicembre 2002 sottoscritta dalla Città, dal Cantone e dall’associazione Alba (per il centro sociale autogestito). Il Municipio di Lugano, proprietario del terreno dell’ex macello vuole evitare eventuali ricorsi o, peggio ancora dal suo punto di vista, il lancio di un referendum. E sarà una disdetta che concederà un tempo relativamente lungo (si parla di un anno) per lasciare gli spazi, cosa che gli autonomi non vogliono per nessuna ragione. Questa è una delle poche certezze, mentre sul futuro dell’autogestione restano diversi interrogativi dopo l’esclusione degli autonomi dal progetto del sedime (cfr. ‘laRegione’ di ieri). A cominciare dal gruppo di lavoro, l’ennesimo, chiamato a trovare una sede alternativa. Ebbene, risale al 3 ottobre del 2018 la risoluzione governativa che ha stabilito la composizione della Commissione speciale con tre membri per conto del Cantone. Ne faranno parte un rappresentante della Polizia cantonale e due funzionari, uno del Dipartimento educazione cultura e sport (Decs) e il terzo del Dipartimento della sanità e della socialità (Dss). I nomi non sono ancora stati comunicati a Fabio Schnellmann, capo dell’ufficio Eventi e turismo della Città, che avrà il ruolo di coordinatore in rappresentanza di Lugano, con Gino Boila, responsabile della Divisione edilizia pubblica e Lisa Muscionico, responsabile della Divisione gestione e manutenzione.

«Prima di muoverci attendevamo la decisione di lunedì sera», dice Schnellmann, interpellato da ‘laRegione’. Con quali aspettative e tempistiche? «Bisognerà metterci al lavoro rapidamente, visto che la disdetta è annunciata – risponde Schnellmann –. È pur vero che abbiamo ricevuto garanzie: non ci sarà alcuno sgombero forzato come al Maglio nel 2002. Cercheremo soluzioni alternative che sottoporremo agli esponenti del Csoa. È attesa per fine giugno l’evasione della mozione che presentai assieme a Roberto Badaracco e Gianrico Corti el 2012 per chiedere il coinvolgimento del Cantone visto che firmò la convenzione». Rupen Nacaroglu (Plr), come Giovanna Viscardi, precisa di non essersi astenuto ma non ha votato a favore di nessuno dei due rapporti (maggioranza e minoranza), mentre la Lega ha salutato con favore la decisione, criticata invece dal Ps.

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