Moutaharrik Abderrahim
Luganese
25.03.2019 - 06:300

Chiesta la revoca del passaporto per Moutaharrik Abderrahim

L'ex campione svizzero di kickboxing potrebbe perdere la cittadinanza italiana, dopo la condanna per terrorismo internazionale. È una prima per l'Italia

Per Moutaharrik Abderrahim, l’ex campione svizzero di kickboxing – che si è allenato per anni in una palestra di Canobbio –, la Prefettura di Lecco ha chiesto al Ministero dell’interno la revoca della cittadinanza italiana. Lo prevede la legge sicurezza, conosciuta come legge Salvini. La richiesta – la prima del suo genere in Italia – fa seguito alla condanna a sei anni di reclusione per associazione con finalità di terrorismo e per legami con l’Isis. Condanna passata in giudicato dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione.


Il pugile di origine marocchina era stato arrestato nell’aprile 2016, assieme alla moglie e a un’altra coppia maghrebina. Definitiva anche la pena di 3 anni e 4 mesi inflitta alla moglie, con la quale Moutaharrik intendeva partire da Lecco per la Siria assieme ai figli di 2 e 4 anni, così come la condanna a 3 anni e 4 mesi per Wafa Koraichi, residente a Varese, e 5 anni e 4 mesi per Abderrahmane Khachia, domiciliato a Milano, fratello di un giovane ‘martire’ morto in Siria. I quattro erano stati arrestati dalla Digos della Questura di Lecco e dai carabinieri del Ros di Milano. Oltre ai quattro arrestati, tra i destinatari di custodia cautelare comparivano la figlia e il genero della donna comasca che aveva dato il la all’inchiesta. Una coppia di Bulciago (la donna è nata a Erba) è latitante: sarebbe in Siria dove ha portato i tre figli piccoli, dei quali non si hanno notizie. Per averne la madre e nonna si era rivolta alla polizia di Lecco, le cui indagini hanno portato all’arresto del pugile e degli altri tre.


Nel corso delle indagini, era stato intercettato un messaggio audio ritenuto un’esortazione a colpire l’Italia. "Caro fratello Abderrahim, ti mando (...) il poema bomba (...) ascolta lo sceicco e colpisci (...) fai esplodere la tua cintura nelle folle dicendo 'Allah Akbar'": la registrazione è stata mandata via WhatsApp. Roma e il Vaticano erano tra i possibili obiettivi. Nei vari interrogatori a cui era stato sottoposto, Moutaharrik si è sempre difeso sostenendo che quelle intercettate erano solo parole e lui non aveva intenzione di compiere attentati. Aveva ammesso che era intenzionato ad andare in Siria: “Vedendo le immagini dei bambini martoriati volevo andare in Siria ad aiutare la popolazione”. I quattro arrestati hanno sempre negato contatti con il Califfato.


La decisione finale di revoca della cittadinanza spetta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Se accolta, una volta scontata la condanna, l’ex campione nella categoria K1 nel 2013 e nel 2014, sarà espulso dall’Italia.

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