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Luganese
19.02.2019 - 12:040

Traffico di cocaina, chiesti 3 anni e mezzo

Cittadino eritreo chiede ai giudici una 'seconda possibilità'. La pubblica accusa propone l'espulsione per 8 anni. La difesa: se rimpatriato rischia la vita

«Chiedo una seconda possibilità». Così un cittadino eritreo di 37 anni, reo confesso, fuggito dal proprio paese dopo aver svolto il servizio militare dapprima in Sudan e poi Libia, quindi in Italia e nel 2006 in Ticino, si è appellato ai giudici della Corte delle assise criminali di Lugano, davanti ai quali siede da stamane sul banco degli imputati per rispondere di un traffico di cocaina di 1,6 chilogrammi con vendita della droga a consumatori ticinesi. La procuratrice pubblica, Pamela Pedretti, ha proposto nei suoi confronti una condanna di 3 anni e mezzo di carcere e l'espulsione dalla Svizzera per 8 anni. L'uomo, anch'egli consumatore di cocaina - «ma un consumatore occasionale», ha precisato il magistrato, evidenziando come questo aspetto non possa giovargli una piena scemata responsabilità - ha vuotato il sacco, «facendo nomi e congomi», ha dal canto suo sottolineato il suo avvocato difensore, Yasar Ravi. Lungo il periodo di spaccio, quasi dieci anni, dal gennaio 2008 al 20 settembre 2018, giorno del suo arresto. Per il 37enne si tratta di una seconda volta: già nel 2010 aveva subìto una pena pecuniaria di 120 aliquote giornaliere, sempre per aver alienato cocaina, una cinquantina di grammi. Per il cittadino africano, il problema si pone ora in termini di espulsione - ha evidenziato la difesa: «il mio cliente se rientra in Eritrea rischia la vita, visto che è fuggito. La Svizzera non dovrebbe poterlo rimpatriare contro la sua volontà, ma la Corte deve sapere che, secondo l'iter previsto dalla carcerazione amministrativa che potrebbe seguire dopo l'espiazione della pena, il mio cliente rischia di dover scontare l'intera pena e non solo i due terzi». La difesa, in virtù della piena confessione, ha chiesto quale attenuante, il sincero pentimento. La Corte, presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti, ha convocato le parti alle 15 per la lettura della sentenza.

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