Luganese
31.01.2019 - 16:380
Aggiornamento 18:36

Pena ridotta in Appello a Xenia Peran

La Corte d'appello e di revisione penale di Locarno ha parzialmente accolto il ricorso dell'avvocata luganese: venti mesi sospesi per due anni

Parzialmente accolto il ricorso di Xenia Peran. La Corte d'appello e revisione penale (Carp) di Locarno ha intimato ieri alle parti la sentenza del lungo processo tenutosi a fine novembre a carico dell'avvocata luganese, abbassandole – seppur di poco – la pena emessa nel 2016 dal Tribunale penale cantonale: da ventiquattro mesi si è scesi a venti, sospesi integralmente per due anni di prova. A questi, si va ad aggiungere una pena pecuniaria: quarantacinque aliquote giornaliere da trenta franchi l'una. Accolto anche l'appello incidentale del procuratore pubblico Paolo Bordoli. 

La Corte – presieduta da Francesca Verda Chiocchetti e con i giudici Giovanna Canepa Meuli e Ilario Bernasconi a latere – ha condannato l'imputata per ripetuta appropriazione indebita, ma limitatamente per 137'000 euro circa anziché 454'000 ipotizzati in primo grado (ma poi già allora non riconosciuti), nei confronti dell'accusatore privato. Si aggiunge inoltre la condanna per tentata estorsione nei confronti di Corrado Ferlaino (ex patron del Napoli ai tempi di Maradona), invece che per tentata coazione. Parziali le condanne per i reati contro l'onore. Assolta invece da tutte le altre imputazioni: ripetute appropriazione indebita (ai danni di Ferlaino), sottrazione di cose requisite o sequestrate, coazione, sopprassione di documento e violazione di segreto d'ufficio. All'imputata – a beneficio dell'assistenza giudiziaria – non è inoltre stata riconosciuta alcuna indennità, ed è stata condannata al parziale risarcimento delle spese legali degli accusatori privati. Per tutte le altre pretese – sia Peran che gli accusatori privati – sono stati rinviati al foro civile.

Riguardo alla tentata estorsione: la Corte ha ritenuto che ci fossero i presupposti della minaccia di un grave danno per il patrimonio di Ferlaino, mentre non sono stati riconosciuti gli estremi per la coazione. Bordoli aveva chiesto tre anni e l'interdizione dalla professione di legale, mentre la difesa (rappresentata da Edy Meli) si era battuta per l'assoluzione, oltre che per un risarcimento di 6,5 milioni di franchi nel caso del completo proscioglimento dai reati.

I guai giudiziari dell'ex rappresentante socialista – e attualmente in corsa per il Consiglio di Stato per LegaVerde –, risalgono al 2009: fu lei a segnalare Ferlaino e altri due assistiti per presunto riciclaggio. L'anno seguente furono loro ad accusare lei di essersi intascata quasi mezzo milione di franchi, anche tramite una società panamense di cui Peran era amministratrice unica. 

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