Luganese
07.12.2018 - 10:140

Agno, 355 pesci morti per sostanze inquinanti

Il Dipartimento del territorio denuncia due casi ad Agno e nel vecchio Vedeggio e si dice deluso per i troppi e frequenti casi. S'indaga sulle responsabilità

Ancora pesci morti per sostanze inquinanti. In relazione a due episodi di inquinamento verificatisi gli scorsi giorni in due corsi d’acqua in territorio del comune di Agno, il Dipartimento del territorio  comunica che grazie al pronto intervento e alla collaborazione del Nucleo operativo incidenti (NOI) della Sezione protezione aria, acqua e suolo, dei guardapesca di zona, della polizia cantonale e dei pompieri di Lugano "sono state identificate le origini degli stessi e sono in corso degli accertamenti per determinare le dinamiche e le relative responsabilità” - fa sapere il Dipartimento del territorio in un comunicato stampa.

Il primo episodio che ha interessato la parte alta della roggia Prati Maggiori ha causato - su una tratta della lunghezza di circa 350 metri - una moria di 355 pesci, quasi esclusivamente gardon, per un peso complessivo di circa 13 kg. Il secondo evento ha avuto origine nel vecchio Vedeggio, senza che siano emersi da una prima analisi danni al patrimonio ittico. Per contrastare questo genere di accadimenti, nel 2014 è stato creato un servizio specializzato nella protezione chimico-ambientale del nostro territorio – il sopracitato Nucleo operativo incidenti (NOI) del Dipartimento del territorio – disponibile 24 ore su 24 per fornire consulenza agli enti di primo intervento coinvolti in caso di evento che possa comportare una minaccia di tipo atomico (A), biologico (B) o chimico (C). Tra i compiti del NOI, ricordiamo, figura anche la ricerca diretta delle cause di un inquinamento e il supporto tecnico al Ministero Pubblico.

Intanto il Dipartimento "prende atto con rammarico che, nonostante diverse attività di prevenzione promosse con gli enti locali e le associazioni di categoria interessate, sono ancora troppo frequenti gli episodi d’inquinamento dei corsi d’acqua. Le cause sono spesso legate a manipolazioni scorrette di prodotti chimici. Si coglie l’occasione per ricordare che gli utilizzatori di tali prodotti sono tenuti per legge a rispettare le disposizioni d’uso stabilite nelle schede dei dati di sicurezza, evitando tassativamente l’evacuazione non diversamente autorizzata di sostanze o prodotti pericolosi attraverso griglie, caditoie o tombini”. 

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