Luganese
09.11.2018 - 06:500

Quella rotonda sul Cassarate che continua a dividere

A un anno dall’opposizione ieri si è tenuto un incontro fra Cantone, Associazione Traffico e Ambiente e Cittadini per il Territorio. Una decisione attesa per inizio 2019.

Un incrocio semplice al posto della rotonda e la sospensione della progettazione e della costruzione della via Stadio. Queste, fondamentalmente, le due richieste di cui si sono fatti portavoce ieri Marco Sailer (dei Cittadini per il Territorio) e Chiara Lepori Abächerli (per l’Ata, Associazione Traffico e Ambiente) nell’incontro con il Dipartimento del territorio (Dt). Tema: la sistemazione viaria del Nuovo Quartiere di Cornaredo.

Le due associazioni si sono opposte al progetto e proprio un anno fa hanno lanciato una petizione, consegnata il 19 giugno e che ha raccolto il sostegno di quasi 2’000 cittadini. «Il Dt ci ha scritto il 10 ottobre convocandoci per discutere sia dell’opposizione che della petizione ­– rivela Sailer –. Desideravamo essere sentiti e per questo siamo molto soddisfatti di essere stati ascoltati e presi in considerazione». Nello specifico, il progetto della rotonda è considerato «colossale, sproporzionato, rovina il percorso sul fiume». Ricordiamo che si tratta di rotatoria sopraelevata sul fiume Cassarate con un diametro di 61 metri e una pista ciclabile annessa. Costo preventivato: dieci milioni di franchi circa. «Abbiamo piuttosto proposto di fare un incrocio normale, con tre ramificazioni».

Il secondo tasto dolente riguarda la futura via Stadio. Una strada a quattro corsie larga 17 metri che collegherà via Ciani a via Trevano e dalla quale è previsto il transito di 22mila autoveicoli. «Abbiamo chiesto di non progettarla né costruirla – spiegano i nostri interlocutori –. Si andrebbero a creare dei nuovi incroci che congestionerebbero il traffico in una zona già sotto pressione e non è necessaria. Inoltre la riteniamo molto invasiva e dannosa: taglia in due una grossa proprietà comunale. Finché non sarà dimostrato che è effettivamente necessaria, chiediamo che non sia fatta. Si proceda piuttosto con un incrocio diverso su via Sonvico».

Una decisione a inizio 2019

Queste le proposte alternative. Il Dt dal canto suo ci spiega che dalla pubblicazione del progetto «abbiamo sentito la maggior parte degli opponenti (oltre alle associazioni, diversi anche i privati proprietari di terreni da espropriare, ndr)» e che questo risulta essere «ancora attuale e pertanto non si prevede di modificarlo. Questo vale anche per i comparti relativi alla rotonda sul fiume Cassarate e alla via Sonvico», valuta il direttore della Divisione costruzioni Giovanni Pettinari.

Il Cantone per il momento si è quindi limitato ad ascoltare le ragioni dei contrari: una decisione non è ancora stata presa ma è attesa durante l’attuale legislatura, verosimilmente a inizio 2019. «Le nostre rivendicazioni ci sembrano fattibili e ragionevoli» considera Sailer. È ottimista quindi che vengano accolte dal Dt? «Questo non lo so, ma so che abbiamo delle buone ragioni per non fare la rotonda e risolvere altrimenti i nodi della rotonda e della via Stadio. Pensiamo che il dipartimento possa soddisfare le nostre richieste senza grandi sacrifici. Non pongono delle grosse complicazioni».

La galleria Vedeggio-Cassarate è stata inaugurata nel 2012, ma le uscite sono ancora provvisorie e questo progetto – che tiene in considerazione la galleria di Gandria, nel frattempo naufragata – dovrebbe dare una sistemazione viaria invece definitiva all’area di Cornaredo.

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