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Luganese
11.10.2018 - 14:580

Truffatore e pirata della strada, condannato 47enne

Nel 2014 l'uomo è stato beccato a 215 km/h sull'A2 in zona Bioggio, inoltre – lavorando nella telefonia mobile – si è intascato soldi e smartphone di clienti

Sei truffe, tre appropriazioni indebite, falsità in documenti e minaccia. E poi anche una grave infrazione alle norme della circolazione per essere andato a 215 km/h sull'A2. Sin qui incensurato, la fedina penale di un 47enne italiano residente a Lugano si è sporcata oggi a causa di una serie di reati sanzionati con diciotto mesi sospesi per due anni.

I fatti per i quali è stato giudicato l'uomo si possono sostanzialmente suddividere in due filoni. Il primo risale al 2010-12, ossia a quando l'imputato lavorava per un operatore di telefonia mobile. Sfruttando la sua posizione è infatti riuscito a truffare più persone. Simile il modus operandi: fungendo da tramite coi clienti, faceva loro sottoscrivere abbonamenti da cui traeva poi delle provvigioni per sé, promettendo che avrebbe pagato lui le penali. In taluni casi ha anche fatto sottoscrivere dei contratti che prevedevano degli smartphone in regalo, ma che si è poi intascato lui. In una situazione è anche stato fatto ricorso a documenti fasulli. In aula, come precedentemente durante i verbali, ha ammesso i fatti, mentre la sua legale Chiara Buzzi ha ricordato – pur senza giustificarlo – che il 47enne era sottopagato dalla ditta per cui lavorava e che aveva gravi problemi economici.

Nessuna giustificazione invece per la grave infrazione alle norme della circolazione. I fatti risalgono in questo caso al 2014, sull'A2 in territorio di Bioggio. Siccome il limite era di 120 km/h, il fatto di essere andato a 95 km/h in più del consentito qualifica l'imputato come pirata della strada (il minimo è di 80 km/h sopra il limite, se questo è 120).

Pur sottolineando la sua attuale buona condotta – oggi il condannato lavora e ha iniziato a ripagare parte delle pretese dei danneggiati quantificate in circa 20'000 franchi –, il giudice Marco Villa non ha potuto non constatare la ripetitività degli episodi e il suo «atteggiamento truffaldino». La pena stabilita è in linea con quanto chiesto dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. Diciotto mesi ritenuti «troppi» da Buzzi, che tuttavia ha già annunciato di non voler fare ricorso. Il condannato dal canto suo si è scusato con i truffati e ha ringraziato moglie e figli per averlo aiutato a cambiar vita.

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