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Luganese
22.09.2018 - 14:300

Gandria e i tesori da riscoprire

Ripartita con bar e infopoint di Lugano turismo, la Bottega rilancia il dibattito sul territorio

Riscoprire e valorizzare i tesori nascosti della zona. È uno degli obiettivi della Bottega di Gandria, un luogo di aggregazione avviato appena due mesi fa, con tanto di bar affacciato sul lago. L’idea è nata per promuovere prodotti e cultura del territorio, gestire un punto di informazione e creare un luogo di aggregazione.
«Dopo 5 anni per continuare a vivere abbiamo fatto un salto di qualità con il potenziamento dell’infopoint di Lugano turismo e la creazione di un bar aperto tutti i giorni dalle 10 alle 22 affidato al gerente Francesco Coldesina – spiega Francesca Solari, membro della cooperativa e incaricata del rilancio della Bottega –. Promuoviamo eventi tesi a riaprire la riflessione su conoscenza e rilancio di Gandria». Sabato 13 ottobre alle 17 ci sarà la conferenza del filosofo Nicola Emery intitolata “Una gazzosa a Gandria: Walter Benjamin e il paesino incantato” che, oltre a rivelare i legami fra il pensatore e Gandria, svilupperà un discorso attorno al territorio e la sua cura con spunti letterari. Ed è proprio il dibattito sul territorio da rilanciare uno degli obiettivi della Bottega, come voluto dall’associazione Viva Gandria. «Riteniamo che Gandria si possa salvare riorganizzando gli spazi con attività legate all’arte e alla cultura, sull’esempio di Pietrasanta come villaggio-galleria o museo che ha avuto ricadute positive in termini di rivalorizzazione del territorio – racconta Solari –. Disponiamo di un territorio prezioso. Oltre alle bellezze del nucleo, uno spaccato dell’architettura vernacolare lacustre altrove perduta, ci sono le cantine ancora meglio conservate con la particolarità della transumanza che esisteva attraverso il lago. Poi ci sono i reperti archeologici, fra cui una serie di massi cuppellari e i resti della vecchia Gandria di prima del Cinquecento».
‘Un luogo unico a livello svizzero’
Insomma, c’è fermento e il territorio attende ancora di potersi esprimere pienamente, ma il lavoro è tanto e l’impegno di qualche privato non basta. Voi però ci provate… «Certo, come Bottega e sulla scorta del progetto di Viva Gandria che proponeva di rianimare il territorio – risponde Solari –. All’inizio la Bottega da sola non ce la faceva, perciò si è pensato di abbinarla a un piccolo bar di incontro per residenti e persone in transito con gli stessi interessi di conoscenza per i luoghi e la memoria». Fra le proposte, sabato è andata in scena l’escursione lungo il sentiero di Gandria guidata dal biologo Nicola Schoenenberger: «Il luogo è straordinario per la botanica in Svizzera. Siamo su suolo calcareo, a lago e a una bassa quota, in una delle zone più calde e con la flora più ricca del Paese. Un luogo unico, di simile c’è la costa fra Brissago e Ascona e la zona di Capo San Martino. Parte del sentiero è iscritto nell’inventario federale dei prati e pascoli d’importanza nazionale». Ci sono altre peculiarità, prosegue il biologo: «È tutelato anche il paesaggio dall’inventario dei paesaggi e dei monumenti d’importanza nazionale. E sono tante le specie protette a livello svizzero e cantonale. come la ruta graveolens che cresce spontanea e quelle selvatiche della lista rossa minacciate di estinzione. C’è il giardino storico di Villa Heleneum dove si può vedere una collezione di limoni e mandarini d’India e altre piante che approfittano del buon clima».
Il sentiero con la sua ‘riserva’ di erbe rare, 350 specie di cui 50 a rischio, ha consentito alla quindicina di persone che vi hanno partecipato di sapere che l’area è anche ricca di specie arboree, osserva Schoenenberger, «come la roverella, l’orno, gli olmi campestri, il pero corvino che cresce nelle falesie e i maggiociondoli». E il cardo pallottola? «È molto raro ma l’abbiamo visto. È una specie erbacea con spine e inflorescenze sferiche di 5-10 centimetri di diametro che richiamano una pallottola. Si trova ben conservato grazie anche alla gestione naturalistica che da tre anni la Città ha introdotto lungo il sentiero».

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