(Ti-Press)
Luganese
28.08.2018 - 17:230

Campione: lo sfogo del sindaco

In conferenza stampa Roberto Salmoiraghi picchia i pugni: "non si può giocare con la pelle della gente".

L'essenzialità che, sotto forma del casinò, a Campione d'Italia è indiscutibilmente tutto, non è percepita dal governo italiano, incominciando dal ministro dell'Interno Matteo Salvini che alle ripetute sollecitazioni del sindaco Roberto Salmoiraghi, ma anche dei sindacati non risponde. Nell'enclave ne sono convinti tutti. ''Perché la politica non ci vuole incontrare? Perché questo silenzio tombale'' s’interroga il sindaco nella conferenza stampa del primo pomeriggio in Comune per fare il punto della situazione. Un punto morto.

E questo fa dire a Salmoiraghi che “non si può giocare con la pelle della gente, di una intera comunità, di un paese che rischia di trasformarsi in un deserto''. Quattro lettere inviate al Ministero dell'Interno nell'arco di una quindicina di giorni sono rimaste lettera morta. “Escludo che l'atteggiamento romano derivi dalla mia persona, ritengo che dietro questo silenzio possa esserci un disegno politico. Se almeno sapessi quale- continua Salmoiraghi sempre più accalorato -. Non esiste che un sindaco, simpatico o antipatico che sia, non venga ascoltato. Ciò che come amministrazione comunale chiediamo è di essere ascoltati. Chiediamo di sederci attorno ad un tavolo, per poter illustrare un nuovo studio che abbiamo preparato per contenere i costi e quindi mettere in sicurezza i conti''. Lo studio a cui accenna Salmoiraghi, in aggiunta quello sottoscritto dall'azienda e dai sindacati, in estrema sintesi consiste nell'equiparare gli stipendi dei 487 dipendenti (tutti sospesi dopo il fallimento del casinò) alle retribuzioni del loro colleghi di Lugano. E ciò consentirebbe di risparmiare 19 milioni di euro all'anno.

Nello studio si quantifica in 13 milioni di euro la somma che verrebbe risparmiata in un anno con la messa in mobilità di 86 dipendenti comunali su 102. Dunque, altri sacrifici da parte dei lavoratori che, per il sindaco, dovrebbero indurre il Governo a ''consentire al Comune la riapertura immediata del Casinò, con una gestione provvisoria''. Anche perché c'è il rischio che i clienti scappati, difficilmente torneranno. ''Se dovessimo andare a casa non starò in silenzio'' l'avvertimento di Salmoiraghi. La possibilità che sindaco e consiglio comunale debbano andare a casa è un certezza in quanto non esiste la possibilità di preparare entro il 12 ottobre il bilancio preventivo 2018. Ancora Salmoiraghi: ''Quando le cose a Campione d'Italia andavano bene tutti i partiti avanzavano richieste: li abbiamo accontentati gonfiando gli organici del Casinò e del Comune''. Si ha il sentore che voleranno gli stracci. Il sindaco ha parlato anche del ricorso alla Corte d'Appello di Milano per ottenere la revoca della sentenza di fallimento del Casinò pronunciata dai giudici di Como. Ancora non è dato sapere la data dell'udienza. C'è il rischio che possa essere fissata solo in ottobre.

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