Ti-Press/D.Agosta
Luganese
10.08.2018 - 17:170
Aggiornamento 17:40

Black-out terminato. C'è stata anche una fuga di gas

La causa: un trasformatore ceduto ed esploso a Cornaredo. Nessuna conseguenza per i 4 operai e l'ingegnere che si trovavano nelle immediate vicinanze

Giampaolo Mameli, vicedirettore delle Aziende industriali di Lugano (Ail), ha spiegato sul posto quanto accaduto a pochi metri dell’epicentro in cui è avvenuto il guasto che ha provocato il blackout, la Sottostazione Ail di Cornaredo . «Verso le 15, durante la manovra per lo spostamento di un trasformatore, per cause ancora da accertare la struttura di questo ha ceduto è ha causato il blackout. Il trasformatore, isolato a gas, è esploso. È quindi uscito, fortunatamente in quantità modeste, del gas ma senza conseguenze per i dipendenti presenti sul posto, prontamente visitati dai sanitari delle ambulanze intervenute a scopo preventivo». «A effettuare la manovra di spostamento a regola d'arte – puntualizza alla 'Regione' Andrea Prati, presidente del CdA delle Ail – erano due nostri collaboratori, assistiti da un nostro ingegnere. Nelle immediate vicinanze erano pure presenti due dipendenti di una ditta esterna coinvolta nell'operazione». 

Dopo il blackout l’intera sottostazione Ail di Cornaredo ha smesso di funzionare, e così in tutti i quartieri e nei Comuni a nord di Lugano serviti dalla stessa, si è interrotta l’elettricità. Colpita la Val Colla, Comano, Canobbio, Porza, Vezia, Pregassona bassa, Davesco, i rioni di Cassarate e Castagnola. Come pure una parte del centro cittadino e la Stazione Ffs.

Riattivazione manuale in attesa di quella tele-guidata

«Per il ripristino della rete – ha spiegato ancora il vice direttore Ail, Giampaolo Mameli – i nostri tecnici, dal centro comando Ail di Gemmo, hanno attivato il servizio di urgenza. Altri tecnici sono andati sul posto fisicamente (non tutta la rete è infatti telecomandata) in prossimità delle diverse altre sottostazioni presenti sul territorio». E così gradualmente l’elettricità è tornata. «Stiamo lavorando al completamento della rete di tele-attivazione», annota dal canto suo Andrea Prati: «Al momento, la riattivazione di una serie di cabine e sottostazioni locali va in effetti ancora eseguita manualmente. Quando si verifica un black-out di questa portata, che tocca un'ampia porzione di territorio, la riattivazione risulta più complessa rispetto a quanto si può fare a casa propria con un interruttore».

Prati: 'Basta che non diventi un'abitudine' 

Il ritorno alla normalità si è registrato, gradualmente, alle 16.30. Forti i disagi al traffico. Non si registrano feriti. Imponente il dispiegamento dei pompieri di Lugano, che hanno liberato dal fumo i locali Ail della Sottostazione di Cornaredo. In definitiva, conclude Prati: «Pur considerando tutti i disagi generati dall'incidente, non possiamo parlare di un evento grave. Basta che non diventi un’abitudine».

Udito un boato. Bloccato anche il Palazzo di giustizia

Fra le testimonianze più significative vi sono quella di una donna di Porza che afferma di aver udito un boato. Inoltre un giornalista della 'Regione', inviato in tribunale quale corrispondente per un processo, spiega che a rimanere bloccati sono stati anche gli accessi automatici del Palazzo di giustizia in via Pretorio. Solo dopo 10-15 minuti un addetto è riuscito a trovare la chiave giusta con la quale aprire manualmente le porte. Pure bloccate le entrate dei vicini negozi, mentre si è potuto uscire gratis da taluni autosili una volta alzate manualmente le barriere.   

Lo scorso 24 luglio 

Mezzo Ticino senza energia elettrica, lo scorso 24 luglio, quando tra le 10.45 e le 11.30 segnalazioni erano arrivate da Lugano, Chiasso e Campione, oltre che da Comuni medio piccoli del Sottoceneri. Il problema era stato successivamente chiarito dall'Azienda elettrica ticinese (Aet), riportando "un problema tecnico sorto nell’ambito di lavori di manutenzione alle installazioni di Swissgrid nella sottostazione di Magadino". Problema che aveva provocato "l’intervento dei sistemi di protezione delle sottostazioni di Manno e Mendrisio, con la conseguente interruzione dell’erogazione di corrente elettrica in gran parte del Sottoceneri".

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