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Luganese
29.01.2018 - 08:410
Aggiornamento : 17:57

Sit-in alla Six Payment di Bedano

Circa 80 impiegati hanno protestato contro la chiusura della ditta. Giovanni Scolari (Ocst): nei prossimi giorni ci saranno 'azioni più enrgiche'

Un sit-in da parte dei dipendenti della Six Payment di Bedano si è svolto questa mattina dalle 8 alle 10. Circa 80 impegati hanno protestando contro la chiusura della sede luganese. Il gruppo leader in servizi finanziari intende centralizzare le attività a Zurigo, chiudendo le sedi di Bedano, Oerlikon e Losanna.

La mobilitazione è stata organizzata per protestare contro il piano di ristrutturazione varato dai dirigenti di Six Group che, complessivamente, prevede il licenziamento di circa cento persone. La ditta sembrerebbe essere in salute e per questo motivo i dipendenti fanno fatica a comprendere la decisione dei vertici dell società. I lavoratori sono però consapevoli che probabilmente i dirigenti non torneranno sui propri passi e per questo motivo chiedono un piano sociale adeguato.

«La nostra manifestazione è dovuta alla chiusura che sentiamo nei nostri riscontri e alla mancanza di dialogo con i vertici. La loro sembrerebbe una decisione irremovibile, tanto che non abbiamo potuto avere accesso alle cifre così da formulare altre proposte serie. Ci aspettiamo ora un piano sociale che sia onesto», ha affermato Gianluca Ponti, portavoce del personale.

I dipendenti, tutti radicati nel territorio, hanno deciso, per il momento, di non scioperare: le due ore di mobilitazione verranno recuperate dagli impiegati. «Non vogliono mettere in difficoltà i clienti e nemmeno il loro datore di lavoro» ha rilevato Natalia Ferrara, responsabile regionale dell’Associazione svizzera degli impiegati di banca (Asib). «Se però dal datore di lavoro non arriverà niente, anche loro non daranno niente», ha sottolineato. Per gli impiegati, essendo altamente specializzati, sarà inoltre difficile trovare un altro posto di lavoro senza trasferirsi, dopo il probabile licenziamento.

La decisione di protestare è stata presa dall'assemblea del personale ed è stata organizzata con la collaborazione dell'Asib. Sul posto erano inoltre presenti alcuni sindacati.

«Mostrando un momentino i muscoli, e attraverso altre azioni sempre più energiche nei prossimi giorni, ci aspettiamo di smuovere questo muro venutosi a creare», ha affermato Giovanni Scolari del sindacato dell'Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese (Ocst).

Durante la mobilitazione è anche circolato un messaggio scritto da parte del Vescovo di Lugano Valerio Lazzeri, che esprime la sua solidarietà ai lavoratori che stanno manifestando. Anche le parrocchie Gravesano, Manno e Bedano, rappresentate da Don Massimo, sostengono la protesta.

L'Asib ha inoltre lanciato una petizione con un appello agli azionisti sul seguente indirizzo online: http://sbpv-aseb-asib.ch/?lang=it

 

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