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Paolo Caroni, vicesindaco, potrebbe sorprendere tutti e decidere di ricandidarsi
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Locarnese
23.09.2020 - 06:000
Aggiornamento : 08:09

Totoelezioni a Locarno, dal 'caos' Ppd rispunta Caroni

Continua ad allargarsi la rosa di aspiranti a Palazzo Marcacci. Fra i liberali Giudici guarda oltre un destino all'apparenza già scritto

Andrea Giudici che guarda oltre un destino all’apparenza già scritto; il Partito popolare democratico in cui s’è aperta una vera e propria caccia al seggio; e in quello stesso contesto, la clamorosa riapertura – ancorché per ora minima – del vicesindaco Paolo Caroni, che alla “Regione” conferma l’idea di un ripensamento ammettendo che «la mia decisione di lasciare non è più granitica come lo era in un primo momento».

È una sorta di legge di Murphy, quella che sta modellando la campagna preelettorale in terra locarnese. E la si può applicare tanto al Partito popolare democratico, dove le nuove candidature al Municipio si assiepano come i sorcini sotto un palco di Renato Zero, quanto al Partito liberale radicale, che vede profilarsi – almeno come possibilità – la più improbabile delle ipotesi: Andrea Giudici, primo subentrante a Niccolò Salvioni in Municipio, non scarta l’ipotesi di accettare l’entrata a Palazzo Marcacci, discutendo nel contempo con l’Ufficio presidenziale la possibilità di ridiscutere una sua presenza nella lista dei candidati per la prossima legislatura. Raggiunto dalla “Regione”, Giudici annovera infatti questa clamorosa soluzione fra quelle ancora vive: «È vero che da una parte pensare ad entrare in Municipio per pochi mesi, senza poter poi avere una continuità non essendo in lista, potrebbe apparire fuori luogo; ma lo è anche che se maturassi invece la convinzione che è giusto accettare un’entrata a tempo, questa potrebbe avere un senso se inserita in un progetto più a lungo termine. Personalmente non ho vissuto strappi con il partito, e se sono stato messo in relazione con altre liste non è certo per mia volontà. Per la questione del subentrante sto ancora riflettendo sul da farsi, nell’attesa che il Municipio prima e il Consiglio di Stato poi ratifichino le dimissioni di Niccolò Salvioni. A quel punto, dopo averne discusso con gli organi competenti, farò sapere qual è la mia posizione definitiva».

Va ricordato che secondo subentrante è Simone Merlini, ben lieto, all’occorrenza, di poter vivere un’infarinatura nell’esecutivo per presentarsi ad aprile con galloni più brillanti rispetto ai quattro aspiranti che attualmente gli contendono il terzo seggio (Nicola Pini, Mauro Silacci, Giovanni Alberti e Fabiana Renna) da affiancare a quelli teoricamente inscalfibili del sindaco Alain Scherrer e di Davide Giovannacci.

Tutti in corsa (o quasi)

Ed è tutto fuorché definita, come accennato, anche la situazione in casa popolare democratica, dove l’entrata a piedi pari di Claudio Franscella (sostanzialmente, «la sezione prenda atto che intendo candidarmi al Municipio di Locarno, e veda un po’ lei di trovare una soluzione») ha prodotto sull’albero azzurro inaspettati germogli. Ben 4 consiglieri comunali hanno infatti espresso l’intenzione di entrare nella lista del Municipio, ai quali si aggiungono quelli che il presidente sezionale Alberto Akai definisce «due esterni di valore, dei quali non faccio i nomi», più l’ex municipale Marco Pellegrini, più, addirittura, la variabile Paolo Caroni, il vicesindaco uscente la cui determinazione a non ricandidarsi accanto a Giuseppe Cotti ha cominciato, per sua stessa ammissione, a vacillare.

Akai è come si suol dire fra l’incudine di una base fra l’elettrizzato e il confuso, e non uno, ma una batteria di martelli che con forza battono su una porta chiusa da tempo. «Ribadisco che i 7 candidati al Municipio della lista originaria hanno tutti confermato, me compreso, la loro disponibilità a correre ad aprile (gli altri sono l’uscente Cotti, Barbara Angelini Piva, Mattia Scaffetta, Slimane Chikhi, Martina Giacometti e Luca Jegen, ndr.). Questo è un discorso che va oltre il prendere in considerazione un nome forte e interessante come quello di Claudio Franscella: stiamo parlando di coerenza con la linea intrapresa. Dopo il rinvio delle comunali ho chiesto compattezza, e compatezza ho avuto, anche dai candidati al Consiglio comunale. Ma è chiaro che, per come si sono messe le cose, è inevitabile dover riflettere bene per uscirne nel modo più corretto possibile nei confronti di tutti».

Di fronte all’Ufficio presidenziale

Claudio Franscella - che tra l’altro non è ancora domiciliato a Locarno, ma è ben intenzionato a trasferirsi ad hoc - verrà sentito nei prossimi giorni dall’Ufficio presidenziale, e lo stesso accadrà agli altri aspiranti oggi fuori dalla lista. «Al netto di quanto l’Ufficio presidenziale potrà dire, l’ultima parola spetterà comunque all’assemblea – sottolinea Akai –, al cui voto, se necessario, sottoporrò ovviamente anche il mio nome. Questo, lo voglio sottolineare, malgrado mi senta pronto come non mai per affrontare la sfida municipale. Come dico sempre ai ragazzi della mia squadra di calcio: volete essere forti? Bene, saremo in 30, tutti bravi. Ma in campo vanno in 11. Lo stesso vale per Palazzo Marcacci, dove cambiano i numeri ma non la sostanza».

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