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04.07.2020 - 06:000
Aggiornamento : 08:33

Da Brissago a Zurigo, verso l'immortalità

La mummia egizia lascerà le rive del Verbano per essere trasferita all'Istituto di medicina evolutiva dell'Università della Limmat

Zurigo, ultima tappa del suo lungo viaggio verso l'immortalità durato, sin qui, millenni. Stiamo parlando della mummia egizia di Brissago, il prezioso cimelio storico che, a settembre, se tutto andrà come previsto, lascerà le rive del Verbano per raggiungere quelle della Limmat. Sì perché proprio nella città di Ulrico Zwingli la salma della principessa di Epoca Tolemaica (secondo gli studiosi si tratta di Ta Sherit En Jmen, vissuta a Tebe dopo il 300 a.C.) che da anni giace, tra la generale indifferenza, in attesa di un intervento di restauro, in una cassa di legno di un locale del Palazzo Comunale, troverà dimora. E pensare che anche il Museo del Louvre di Parigi l'avrebbe voluta poter annoverare tra le sue attrattive...

Un credito bocciato dal Consiglio comunale, la fine del rapporto

A Brissago vi era giunta, dopo un lungo vagabondare iniziato nella regione di Akmin, verso la fine dell'Ottocento (nel 1887, per essere più precisi), grazie all'interessamento di un brissaghese, Cesare Zanoi. Divenuto proprietario della mummia, come noto, il Comune di confine aveva chiesto, nel maggio di un anno fa, al legislativo, un credito di 123mila franchi per poter procedere con un intervento di tipo conservativo (il bendaggio si è, con gli anni, particolarmente deteriorato). Richiesta che, in giugno, il consiglio comunale aveva, però, respinto, giudicando l'investimento poco opportuno. Alla ricerca di un finanziatore e di uno spazio idoneo nel quale poter collocare (ed esporre al pubblico) la reliquia, l'Esecutivo brissaghese si è dunque visto costretto a volgere lo sguardo altrove.

Oltre Gottardo, verso l'Università di Zurigo (istituto di medicina evolutiva) per essere più precisi. L'ateneo zurighese si è detto disposto a ricevere, in donazione, questa illustre rappresentante dell'antica civiltà tolemaica. Proprio negli scorsi giorni, le parti hanno siglato l'accordo. Una volta organizzato il trasferimento dei resti dell'antica principessa avvolti nel sudario di bende, gli specialisti e gli studiosi dell'istituto di medicina pianificheranno i necessari interventi di "maquillage" per eternare il suo aspetto. E chissà che le attente analisi non possano rivelare nuovi interessanti elementi sullo stile di vita, le eventuali patologie, la causa di morte della persona. Sarà dunque svolto un altro viaggio, virtuale stavolta, dentro il suo corpo, alla scoperta delle complesse tecniche di imbalsamazione sotto il lenzuolo funebre.
Il restauro consentirà quindi la messa in sicurezza delle sezioni più fragili eliminando le cause di ulteriore degrado e consentendo una corretta fruizione del manufatto senza comprometterne la futura esistenza.

Ma tornerà per essere esposta al pubblico

L'intesa siglata dal Municipio di Brissago prevede, pure, che la mummia, una volta sistemata, torni ad essere esposta (magari con una teca o un degno sarcofago) - seppure per un lasso di tempo breve (due mesi) - in paese. Nella speranza che possa attirare su di essa maggiore attenzione di quanto non suscitata fino ad ora.
Va da sé che l'ateneo zurighese, come da intesa sottoscritta, non potrà disfarsi del suo "regalo" senza aver prima ottenuto il nullaosta dell'autorità del borgo lacustre. Cosa che sembra tuttavia poco probabile.

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