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Locarnese
04.04.2020 - 06:100

JazzAscona in bilico, ma si lavora a un 'piano B'

Se la situazione sanitaria non consentirà di confermare le date (25 giugno-4 luglio), 'pacchetto' spostato al 2021, con variante 'svizzera' nel 2020

Salvo improbabili miracoli (ossimoro evidente) JazzAscona 2020 sarà “traslato” in blocco al 2021. Alla “Regione” lo conferma il presidente del l'associazione che gestisce l’evento, Guido Casparis, svelando in anteprima che per la prossima estate è già stato concepito una sorta di “piano B”. «La situazione è quella che è e ci aggrappiamo giorno dopo giorno alle indicazioni delle autorità politiche e sanitarie - nota Casparis -. Solo loro potranno dirci quando e come potremo cominciare a respirare di nuovo. Con ogni evidenza l’eventualità di riuscire ad organizzare JazzAscona 2020 nelle date previste, dal 25 giugno al 4 luglio, è piuttosto remota. Nel qual caso, l’intenzione cui stiamo lavorando è rinviare tutto il “pacchetto” di un anno, al 2021, ma proponendo qualcosa di alternativo, e valido, già nel corso della prossima estate».

Cosa sia quel “qualcosa”, quando sarà e secondo quali modalità, Casparis lo può per ora soltanto ipotizzare: «Potrebbe essere un festival per così dire ridotto, che si basi essenzialmente su artisti locali, svizzeri. Ascona e il Locarnese, con i suoi esercenti, gli albergatori e tutto il movimento turistico, hanno assoluto bisogno di felicità, di qualcosa che non faccia perdere loro di vista la speranza. JazzAscona è nato dagli albergatori per coprire un buco nella stagione. Ma qui parliamo già di un buco annuale, di una voragine. Se riusciremo a mettere anche solo una goccia in questo mare di desolazione, avremo fatto tanto. Come associazione è una nostra responsabilità».

'Dagli artisti buon responso'

Quanto all’evento “vero”, quello che ogni anno convoglia in Borgo migliaia di appassionati di jazz, rimarrà se del caso in naftalina per un anno. Questo, anche considerando che quasi un quarto dei musicisti assoldati per l’edizione 2020 avrebbe dovuto giungere da New Orleans. «In Mississippi l’ondata di contagi deve ancora arrivare – nota Casparis -. Già adesso la situazione negli Stati Uniti è tristemente nota. Ma non si è ancora visto il peggio. Siamo naturalmente in contatto costante con la trentina di musicisti - circa un quarto del totale - che avrebbe dovuto raggiungerci per il festival. Con loro si sono già discusse, o si stanno discutendo, le modalità contrattuali di una mancata partecipazione nel 2020, legata anche al blocco dei voli internazionali (si dice fino a settembre). In larga parte i professionisti con cui abbiamo parlato hanno accettato di “tenere in buono” le caparre già pagate per quest'anno, per ripresentarsi magari con dei bonus sui cachet nel 2021. Le stesse autorità cittadine di New Orleans - che avevano confermato il sostegno alla nostra manifestazione - soffrono del resto una situazione simile a quella di Ascona: mancano gli introiti delle tasse turisitiche che tengono in piedi tutto il contesto. Anche dall’altra parte dell’Oceano c’è evidentemente consapevolezza che altrimenti non si può fare, ed è nell’interesse di tutti che ci si venga incontro a vicenda».

'Attendere prima di annullare'

Luca Pissoglio, sindaco di Ascona, condivide l'impostazione di un evento alternativo nel caso dell'impossibilità di confermare il festival. Ma «all'associazione ho chiesto - dice - di attendere, prima di annullare definitivamente, anche perché fino al 28 maggio una cancellazione non creerebbe costi supplementari». Pissoglio considera che «non possiamo annullare tutte le manifestazioni e portarle in blocco nel 2021: appena sarà possibile alberghi e ristoranti dovranno ricominciare a lavorare. Come Comune, ricordo che a marzo abbiamo votato 4 milioni di investimento perché dobbiamo prepararci alla ripartenza. Non possiamo attendere passivamente che qualcuno ce la mandi buona». Al momento, aggiunge il sindaco, «sappiamo che gli Artisti di Strada saltano, come la prima Jazz Night, e sappiamo anche che il Csi di ippica è stato rinviato di un anno (mentre per fortuna il polo è stato spostato a settembre). È su queste basi che abbiamo chiesto al JazzAscona di non anticipare troppo i tempi decisionali. Qualora, come purtroppo è probabile, il rinvio sarà inevitabile, allora dovremo essere pronti al momento giusto per proporre qualcosa di diverso: penso ad un festival in formato ridotto, con band svizzere, capace di portarci turismo interno. Non escludo possa trattarsi di un evento spalmato su diversi week-end». La riflessione in corso riguarda un modello che nel "dopo Coronavirus" venga ben recepito anche psicologicamente, come tempi e come spazi, da chi sarà poi chiamato a frequentarlo.

Pissoglio nota anche che «in tutti i casi il Comune c'è ed è pronto a fare la sua parte a livello finanziario. Inoltre, altri attori sono in gioco: l'Associazione manifestazioni Ascona intende organizzare concerti per attrarre la gente dal momento in cui sarà possibile festeggiare la fine del Coronavirus. In definitiva, ripeto, cerchiamo di organizzarci per farci trovare pronti al momento in cui potremo ripartire. È chiaro che nessuno potrà farlo da solo; dovrà essere un lavoro di gruppo, sostenuto da investimenti pubblici che promuovano eventi capaci di richiamare il turismo di cui abbiamo tanto bisogno".

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