Santa Caterina ©Ti-Press
Locarnese
27.02.2020 - 17:150
Aggiornamento : 28.02.2020 - 15:36

Beni culturali, Santa Caterina e Kursaal devono attendere

Dopo l'analisi della Commissione Pr, il Municipio ha licenziato il messaggio bis sulle varianti pianificatorie riguardanti gli oggetti degni di tutela

Sospese. È lo stato delle risoluzioni pianificatorie concernenti il comparto Santa Caterina e lo stabile del Kursaal, che ospita il Teatro di Locarno. È quanto si legge nella versione bis del messaggio sulle varianti di Piano regolatore (Pr) per i beni culturali, inoltrata ieri dal Municipio di Locarno al Consiglio comunale.

Lo ricordiamo, la prima versione del messaggio è stata licenziata il 17 aprile 2018. La questione, in seguito, è stata approfondita dalla Commissione del Piano regolatore che ha proposto alcune modifiche che sono state accettate dal Municipio e integrate nella riscrittura.

Lo stabile Kursaal e il comparto Santa Caterina: decisioni sospese

Proseguiamo con ordine: per quel che riguarda il comparto Santa Caterina, si legge nel testo, è “attualmente oggetto di approfondimenti a livello cantonale”, poiché è fra le destinazioni possibili per l’insediamento del Museo di storia naturale. “Sentiti i competenti uffici cantonali, si ritiene opportuno sospendere ogni decisione pianificatoria riguardante il comparto, in attesa delle risultanze degli studi”. Una volta visionati gli approfondimenti si potrà dunque predisporre “la modifica pianificatoria definitiva, comprensiva di eventuali componenti relative ai beni culturali d’interesse locale”.

Dall’altra parte, lo stabile Kursaal – assurto a più riprese agli onori della cronaca – per cui il Municipio aveva chiesto al Consiglio di Stato “di voler sospendere, limitatamente a tale stabile, la decisione governativa di approvazione dei Piani regolatori particolareggiati di centro storico e centro urbano”, le cui varianti non prevedono alcuna conservazione. Una richiesta di sospensione affinché si possa “riproporre l’assetto pianificatorio odierno” e giungere a una risoluzione definitiva per la proprietà.

Nella nuova lista, cappelle e fontane sparse sul territorio

Allargando il discorso, «il grosso dei cambiamenti, per rapporto al messaggio 2018, riguarda i beni culturali di interesse locale», spiega l’ingegnere Jean-Claude Morinini, dei Servizi del territorio di Locarno. «La Commissione del Piano regolatore, dopo aver esaminato il testo dell’esecutivo [che riguardava beni di interesse sia cantonale, sia comunale; ndr], era giunta a proporre di ampliare la lista dei beni culturali d’interesse locale [circa una decina; ndr]». Lo ricrodiamo, il Cantone aveva sottoposto una lista di due centinaia di entità passibili di tutela. In sostanza, «ci sono diversi oggetti in più proposti a tutela locale – aggiunge Morinini –, diversi sono nel nucleo», insieme a un nutrito numero di cappelle e fontane.

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