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Winner plays Medvedev or Opelka.
Ultimo aggiornamento: 25.03.2019 19:11
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MIAMI USA
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Giovanni Frapolli (Ti-Press)
Locarnese
10.01.2019 - 09:400
Aggiornamento 10:03

Bosco Gurin fa il pienone di sciatori

Sole e neve hanno favorito l’assalto agli impianti. Ma se la montagna mette appetito è anche grazie ai pacchetti promozionali

Più 62%. C’è voglia di neve a Bosco Gurin. Il record di passaggi (con una punta di 1’820 sciatori in un giorno e una media, quotidiana, di 1’200 passaggi) registrato durante le festività natalizie basterebbe, da solo, a spiegare il successo della destinazione walser. Mentre in altre località sciistiche ticinesi il quadro è a tinte fosche (complice anche l’inverno che non è mai stato tale), nella stazione della Valle Rovana questa crescita rimanda la memoria dei gestori ai tempi d’oro dello sci. Numeri da fare invidia che si spiegano come? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Frapolli, proprietario degli impianti di Bosco Gurin.

«Questo risultato è la somma di diversi fattori. Innanzitutto la presenza degli ingredienti principali, vale a dire neve e sole. Secondo, la nostra nuova filosofia, che prevede di destagionalizzare la località. Essere in grado di mettere a disposizione del turista, in assenza di neve, delle alternative quali la slittovia (apertura prevista in estate, dopo che il maltempo di novembre ha ritardato il cantiere, ndr) ci consente di parare il colpo e di pianificare con meno angoscia. Ma la sfida vinta è stata quella dei pacchetti offerta per famiglie e singoli: alloggio, skipass e ristorazione tutto in uno. Ciò snellisce le “pratiche” per i nostri ospiti e consente loro di risparmiare tempo e denaro. Essi ci permettono di “giocare sul mercato”. Un vantaggio, questo, che altre stazioni non hanno. Le ricadute positive le abbiamo anche a livello di ristorazione e alloggio, dove la crescita è stata di circa il 25% sempre per rapporto allo stesso periodo dell’anno».

Quanto contribuisce, al successo, la situazione infelice in cui versano altre località sciistiche? «Non viviamo sulle disgrazie altrui. Anche altrove, in presenza di neve e sole, si lavora bene. Non abbiamo registrato un incremento di sciatori che solitamente frequentano altre stazioni ticinesi». Il trend positivo è destinato a proseguire anche dopo l’Epifania. «L’ottimo lavoro di promozione paga. Cito ad esempio l’arrivo, a Bosco, di tre scolaresche per la loro settimana bianca. Istituti ticinesi che, per la prima volta, approfitteranno della nostra offerta». Si preannuncia dunque una stagione da incorniciare, quella invernale, sulle montagne della Rovana. Segno che le nostre stazioni sono apprezzate dall’utente indigeno (come pure dal turista) quando ci sono le condizioni giuste e offerte allettanti e innovative. «Vanno in questa direzione la slittovia, la fune tirolese di prossima costruzione, l’ampliamento dell’Hotel Walser (con la nuova ala wellness) e il futuro collegamento dell’alta Vallemaggia con la Formazza e la Leventina – conclude Frapolli». Le carte da giocare sono già in tavola.

E a Campo Blenio -40% che non toglie sorriso e speranze

La neve lascia a desiderare. La parte alta della stazione sciistica è fuori servizio. Ma a Campo Blenio non ci si perde d’animo. Anzi ci si diverte ugualmente. Anche se tutto è concentrato su un fazzoletto bianco e se il “termometro” delle casse fa segnare un 40% in meno di passaggi sulle piste. Denis Vanbianchi, direttore della stazione bleniese, non si perde d’animo. Gli sono di conforto il buon andamento delle scuole di sci (flessione contenuta in un 10%) e la ristorazione, che ha lavorato bene durante le festività. Confida nelle settimane a venire, cariche di manifestazioni: «Dovesse arrivare la neve, ci permetteranno di parare il colpo. La nostra speranza è comunque quella di poter aprire gli impianti nella parte superiore. La loro chiusura pesa sui bilanci provvisori: in queste vacanze natalizie siamo scesi da circa 10mila primi passaggi complessivi a poco più di 6mila a distanza di un anno». Le spolverate bianche di queste ore, sufficienti solo a incappucciare di bianco le vette, certo non bastano per la svolta. Anche a Campo Blenio il futuro passa da un’offerta sulle quattro stagioni: «Abbiamo diversi progetti interessanti allo studio per rendere godibile la montagna tutto l’anno».

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