Locarnese
24.09.2018 - 06:100

Un poligono assai ‘muto’

Ponte Brolla, meno disturbi grazie alla nuova programmazione delle attività

Con un po’ di sacrifici da entrambe le parti, si è arrivati a una soluzione che sembra, al momento almeno, accontentare un po’ tutti. Siamo in attesa che venga reso noto il risultato della perizia fonica commissionata a uno studio specializzato. Già nel corso dell’autunno, se ne saprà di più».

Queste le ultime novità riguardanti l’annosa vertenza dello stand di tiro di Ponte Brolla forniteci dal municipale pedemontano Giotto Gobbi. Dopo l’ultima ondata di proteste scatenate dagli esercenti della zona nella primavera-estate del 2017, infastiditi dal baccano prodotto dal poligono, autorità politiche locali, responsabili della società sportiva e Cantone hanno provato ad aggiustare il tiro e trovare un modus vivendi che accontentasse un po’ tutti. «In pratica è stato chiesto all’Unione tiratori di Locarno e alle società che svolgono manifestazioni con l’impiego di armi da fuoco di rivedere il calendario delle attività, concentrando il tutto in periodi della stagione in cui la presenza di turisti è minore. Posso confermare che tra la fine di giugno e il 18 agosto, per una cinquantina di giorni lo stand di Ponte Brolla è rimasto muto. Non ci sono stati tiri. In particolare è stato chiesto agli interessati di intervenire anche sugli orari, evitando di sparare ai bersagli nella fascia di mezzogiorno, quando la clientela dei ristoranti affolla le terrazze. Dobbiamo riconoscere che i sodalizi hanno dovuto fare notevoli sforzi per accontentare le rivendicazioni degli esercenti e di questo occorre dar loro atto. Il lavoro di conciliazione, alla fine, ha prodotto i suoi frutti». Per quanto riguarda la perizia, sono state fatte delle misurazioni dei decibel per vedere se e dove i limiti di tolleranza fossero oltrepassati e come sarà possibile intervenire con eventuali correttivi alla struttura. I margini di manovra, date le peculiarità del luogo in cui sorge lo stand (la totale assenza di componenti fonoassorbenti “naturali” fa sì che l’intensità acustica, anche a distanze ragguardevoli, risulti elevata), non saranno eccessivi, ma tutto quello che potrà essere intrapreso per migliorare il quadro attuale sarà valutato».

Resta comunque il fatto che «anche la politica dovrà fare il suo passo. La costruzione di un poligono regionale o cantonale costituirebbe la soluzione ideale per molte realtà, non solamente quella di Ponte Brolla. Al momento, però, tutto è fermo» – conclude Giotto Gobbi.

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