Fontanieri ticinesi a Sursee
Locarnese
12.07.2018 - 07:000
Aggiornamento 09:02

Fontaniere, non frontaliere

In Svizzera interna ce ne sono oltre mille, in Ticino solo cinquanta. Sono gli 'ispettori' degli impianti idrici e sono figure importanti: parola del loro presidente

Ronco s/Ascona ha già il suo. Altri Comuni lo avranno molto presto. È il caso di Maggia, dove il 20 luglio scadrà il concorso per l’assunzione di un fontaniere. Fontaniere, non frontaliere.
«Sì, all’inizio ci prendevano in giro per questa cosa», racconta Matteo Negri, presidente dell’Associazione fontanieri tTicinesi (Aft), al quale abbiamo chiesto lumi su di una figura scambiata per quel tale che passa quotidianamente il confine (questioni di affinità di suono) oppure per un creatore di giochi d’acqua in stile Las Vegas. «Il fontaniere è il responsabile del funzionamento e della sicurezza degli impianti di approvvigionamento idrico e dell’igiene dell’acqua potabile» spiega Negri. «L’acqua è una derrata alimentare e il fontaniere controlla gli impianti, ne esegue la manutenzione in base alle norme contenute nel manuale svizzero delle derrate alimentari».

Se la Svizzera interna, da almeno 60 anni, può vantare un piccolo esercito di 1’050 specialisti del cosiddetto “oro blu” (l’associazione svizzera festeggerà nel 2019 i 70 anni di vita), «in Ticino la figura non esisteva» continua il presidente dell’Aft. «Il primo corso per fontanieri ticinesi organizzato dalla Società svizzera dell’industria del gas e delle acque (Ssiga) risale al 2012. Si iscrissero una ventina tra operai, responsabili di varie aziende del cantone e tecnici comunali. Oggi possono vantarsi del diploma di fontaniere circa 50 ticinesi. Il corso si tiene ogni due anni. A gennaio è iniziato il quarto, che finirà ad ottobre».

Dipendenti a rischio demotivazione

L’associazione è nata per far conoscere «questa figura ancora sottostimata, anche se Comuni come Monteggio, Maggia e Breggia ne hanno compresa l’importanza», prosegue Negri. «Ma restiamo un po’ le pecore nere della Svizzera, e questo si deve anche al fatto che chi ha conseguito un diploma di fontaniere a volte rimane al livello di operaio». La critica verte sul post-corso, che prevede aggiornamenti dell’associazione ticinese e quelli di Sursee. Aggiornamenti per i quali i Comuni, se valutano l’idea di inviare il dipendente, spesso «gli delegano costi e tempi, intesi come giorni di recupero vacanza, demotivandoli. Il corso di fontaniere non serve se non si completa l’aggiornamento. Ancor più ora che gli organizzatori si sono impegnati ad effettuarli anche in lingua italiana».

Negri auspica «un fontaniere per ogni Comune, o uno per più Comuni. Qualità dell’acqua significa personale formato. Stiamo contattando in questo senso gli uffici preposti. Non ci si può ricordare di noi solo in caso d’interruzione d’acqua».

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