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Parole pesantissime contro la riorganizzazione ipotizzata dal Cantone
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Locarnese
28.04.2018 - 06:000

Polizie, il Polo VI fa la voce grossa

Le bordate al Cantone del presidente (e municipale di Locarno) Niccolò Salvioni, dopo una riunione straordinaria con le 'strutturate'

Tre possibili chiavi di lettura sono emerse mercoledì a Locarno, in occasione di una riunione consultiva straordinaria del Polo VI, in merito all’idea cantonale di aumentare a 25 (più il comandante) il numero di uomini del Corpi strutturati di Polizia comunale. Alla ‘Regione’ lo rivela, a titolo personale, non a nome del Municipio di Locarno, il presidente del Polo VI, nonché capodicastero Sicurezza della Città, Niccolò Salvioni. «Due letture sono di tipo politico. La prima si rifà al tema delle aggregazioni: forse il Cantone sta operando un tentativo di creare tensioni interne alla regione del Locarnese per generare una sorta di “necessità” di procedere con nuove aggregazioni. È un’ipotesi preoccupante, ma esiste. La seconda chiave di lettura è generare, nelle Polizie comunali, difficoltà che portino verso l’obiettivo di una Polizia unica a livello cantonale. La terza chiave di lettura è di tipo organizzativo-militare, e si rifà alla volontà di uniformare i gradi in funzione del numero di persone comandate, per avere appunto un’uniformità fra Polizia cantonale e comunali».

Queste riflessioni, che verranno prossimamente formalizzate, sono dunque la risposta locale a quella che Salvioni e colleghi considerano una sorta di “fuga in avanti” (questo il concetto espresso anche dal comandante Dimitri Bossalini presentando l’attività 2017 della Polcom di Locarno) rispetto ad una Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali appena entrata in vigore. Salvioni precisa che «normalmente, a livello federale, alle decisioni che determinano cambiamenti legislativi viene lasciato del tempo per maturare, per osservarne gli sviluppi. Qui si fa, incomprensibilmente, tutt’altro, con il rischio di rendere inutili impegni presi, anche a livello finanziario».

All’incontro, con Salvioni e Bossalini, erano presenti i comandanti di Muralto-Minusio Yan Dalessi e della Polizia intercomunale del Piano, Alberto Sargenti; nonché i capidicastero Polizia e sicurezza di Muralto, Renato Canziani, Minusio, Tiziano Tommasini, e Gordola, René Grossi. «Facendo come ora il Cantone si incide in maniera notevole nell’autonomia dei Comuni. Se si intende stabilire in maniera coattiva il numero di uomini delle “strutturate”, allora è anche necessario dimostrare sensibilità verso le particolarità comunali – aggiunge Salvioni –. Il pericolo, da non sottovalutare, è che imponendo scelte sconsiderate si generi un effetto contrario; una sorta di spirale anti-aggregazionistica».

Quanto al “caso” di Muralto-Minusio, il cui Corpo strutturato è destinato a sparire dopo la decisione del Consiglio comunale di Minusio, Salvioni dice che «per fortuna sono tutti d’accordo sul fatto che questo cambiamento non dovrà pregiudicare il servizio e la sicurezza nella regione. Questo è un segnale importante di responsabilità da parte dei due Comuni interessati, che hanno garantito il loro massimo impegno in questo senso. La convenzione provvisoria di collaborazione sarà quindi rispettata e verrà consolidata. Esattamente come, dipenderà dalle scelte operate da Minusio e da Muralto». Il primo Comune, ricordiamo, ha già stabilito un contatto con il Corpo intercomunale per il Piano in vista di una collaborazione, ma non è neppure da escludere che propenda infine per convenzionarsi con Locarno.

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